Nessuna forza muove i mercati valutari con più potenza delle decisioni delle banche centrali. Comprendere come BCE, Fed, Bank of England e Bank of Japan comunicano e agiscono — attraverso tassi, QE e forward guidance — è essenziale per qualsiasi trader forex serio, e in particolare per chi opera sull'EUR/USD dall'Italia.
La relazione tra tassi di interesse e valore delle valute è la più fondamentale di tutto il forex. Secondo il framework sui tassi di cambio del Fondo Monetario Internazionale, tassi di interesse reali più elevati attraggono capitale estero alla ricerca di rendimenti migliori, generando domanda per la valuta domestica e quindi apprezzamento. Il termine chiave è «reale»: ciò che conta non è il tasso nominale, ma il tasso al netto dell'inflazione attesa.
La teoria della parità dei tassi di interesse fornisce il quadro di riferimento, ma i mercati sono orientati al futuro. Nel momento in cui una banca centrale annuncia un rialzo ampiamente atteso, la valuta si è spesso già mossa nelle settimane precedenti. Ciò che guida la reazione immediata è la divergenza tra la decisione e le aspettative precedenti del mercato. Per questo motivo l'analisi dei tassi non riguarda solo «cosa farà la BCE», ma «cosa farà la BCE rispetto a ciò che il mercato già prezza».
Tassi più alti significano rendimenti migliori sugli asset in quella valuta. Gli investitori internazionali acquistano la valuta per investire, la domanda sale e la valuta si apprezza. Esempio: i rialzi della Fed nel 2022–2023 hanno spinto l'indice del dollaro a salire di circa il 20% mentre il capitale globale cercava i rendimenti statunitensi.
Tassi più bassi significano rendimenti inferiori. Gli investitori spostano il capitale verso valute a rendimento più alto, la domanda domestica cala e la valuta si deprezza. Esempio: i tassi prossimi allo zero della Bank of Japan hanno mantenuto lo yen sotto cronica pressione al ribasso per decenni, accentuata durante i rialzi globali del 2022–2024.
Per chi muove i primi passi, vale la pena partire dalle basi del funzionamento del mercato forex e dalla struttura delle coppie di valute prima di affrontare l'impatto della politica monetaria, perché la sensibilità ai tassi cambia profondamente tra major, minor ed esotiche.
Non tutte le banche centrali pesano allo stesso modo. La tabella seguente ordina i principali istituti per impatto di mercato. Per i trader italiani, BCE e Fed dominano l'agenda perché determinano la quasi totalità della volatilità rilevante sull'EUR/USD, la coppia più scambiata al mondo.
| Banca Centrale | Valuta | Riunioni/Anno | Impatto sul Mercato |
|---|---|---|---|
| Federal Reserve (Fed) ↗ | USD | ~8/anno (FOMC) | Altissimo — USD nell'88% delle operazioni |
| Banca Centrale Europea (BCE) ↗ | EUR | 8/anno | Molto alto — EUR valuta n°1 per volume |
| Bank of Japan (BoJ) ↗ | JPY | 8/anno | Molto alto — interventi attivi |
| Bank of England (BoE) ↗ | GBP | 8/anno (MPC) | Alto — GBP coppia major |
| Banca Nazionale Svizzera (SNB) ↗ | CHF | Trimestrale | Alto — nota per gli interventi |
| Reserve Bank of Australia (RBA) ↗ | AUD | ~11/anno | Medio-alto — correlazione materie prime |
| Bank of Canada (BoC) ↗ | CAD | 8/anno | Medio — correlazione petrolio |
| RBNZ ↗ | NZD | 7/anno | Medio — legame materie prime/latte |
Fonte: elaborazione Vextor Capital su dati BIS e calendari ufficiali delle banche centrali · Aggiornato: giugno 2026
La Federal Reserve è composta da 12 banche regionali e dal Board of Governors di Washington. Il FOMC, il suo organo di politica monetaria, include i 7 governatori più 5 presidenti regionali a rotazione. La Fed opera con un doppio mandato — stabilità dei prezzi (interpretata generalmente come inflazione attorno al 2%) e massima occupazione — caratteristica che la distingue dalla maggior parte delle altre grandi banche centrali. Lo status di valuta di riserva del dollaro fa sì che le decisioni della Fed si riflettano su ogni mercato valutario del pianeta, non solo sulle coppie con USD. Il tasso neutrale di lungo periodo è dibattuto ma stimato attorno al 2,5%.
La Banca Centrale Europea (BCE) ha sede a Francoforte e opera per i 20 Stati membri dell'area euro con un mandato primario di stabilità dei prezzi, definito come un'inflazione del 2% nel medio termine. Il Consiglio Direttivo conta numerosi membri, generando una reale tensione tra gli interessi degli Stati grandi e piccoli. La sfida strutturale fondamentale — una sola politica monetaria per 20 situazioni fiscali diverse, come Germania e Italia — è una fonte persistente di volatilità dell'euro fin dalla nascita della moneta unica. Per il trader italiano questo significa che lo spread BTP–Bund e le decisioni BCE sono variabili da monitorare insieme.
La Bank of Japan (BoJ) ha perseguito la sua peculiare politica di controllo della curva dei rendimenti (Yield Curve Control, YCC) dal 2016 fino al 2024, mantenendo il rendimento del titolo decennale giapponese vicino allo 0%. Questa politica richiedeva alla BoJ di acquistare quantità illimitate di titoli per difendere il tetto, creando yen — il principale motore della cronica debolezza della valuta nel periodo 2022–2024, quando le altre banche centrali alzavano i tassi in modo aggressivo. La Bank of England (BoE), indipendente dal 1997, opera tramite il Monetary Policy Committee (9 membri, di cui 4 esterni), fissa il Bank Rate sotto un regime di obiettivo di inflazione e garantisce trasparenza con i Monetary Policy Report trimestrali.
Gran parte del movimento valutario attorno a una riunione non deriva dal numero del tasso, ma dal tono del comunicato. Imparare a distinguere i segnali «hawkish» (da falco, restrittivi) da quelli «dovish» (da colomba, accomodanti) è una competenza centrale. La cancellazione di linguaggio precedentemente dovish può essere significativa quanto l'aggiunta di nuovo linguaggio hawkish.
Il caso più citato di forward guidance resta il «whatever it takes» del presidente BCE Mario Draghi nel luglio 2012, che fece risalire l'euro prima di qualsiasi azione concreta. Sul fronte americano, il dot plot della Fed — il diagramma trimestrale che mostra le previsioni di tasso di ciascun membro del FOMC — è diventato uno dei documenti più capaci di muovere il mercato, perché la mediana dei dot rispetto alle attese implicite nei futures sposta EUR/USD e USD/JPY di 50–150 pip nel momento stesso della pubblicazione.
Oltre ai tassi, le banche centrali agiscono sul bilancio. Il quantitative easing (QE) indebolisce la valuta domestica espandendo l'offerta di moneta e comprimendo i rendimenti. Il tapering (riduzione graduale degli acquisti di asset) è positivo per la valuta. Il quantitative tightening (QT) — lasciar contrarre attivamente il bilancio — è ancora più positivo per la valuta. La combinazione di rialzi aggressivi e QT della Fed nel 2022 ha spinto l'indice del dollaro a una delle migliori performance annuali da decenni, con effetti a catena su ogni cross rate.
| Strumento | Effetto sull'offerta di moneta | Effetto sui rendimenti | Impatto sulla valuta |
|---|---|---|---|
| QE (acquisto asset) | Aumenta | Comprime | Indebolimento |
| Tapering | Espansione rallenta | Tende a salire | Rafforzamento |
| QT (riduzione bilancio) | Riduce | Sale | Rafforzamento marcato |
| Tassi negativi | Stimolo | Sotto zero | Indebolimento strutturale |
Per i trader italiani, il caso più illustrativo è l'EUR/USD nel periodo 2014–2022: i programmi di QE della BCE e i tassi negativi spinsero l'euro verso la parità, mentre la successiva normalizzazione monetaria del 2022–2023 contribuì al recupero. Comprendere questi cicli è parte integrante della gestione del rischio valutario, perché le fasi di QE e QT modificano la volatilità di fondo del mercato.
L'intervento valutario assume due forme. L'intervento sterilizzato avviene quando la banca centrale acquista o vende riserve in valuta estera ma neutralizza simultaneamente l'impatto sull'offerta di moneta domestica con operazioni di segno opposto — comprando valuta estera ma vendendo titoli domestici. L'intervento sterilizzato può muovere temporaneamente i cambi ma ha effetti duraturi limitati, perché non altera le condizioni monetarie di fondo. L'intervento non sterilizzato modifica direttamente la base monetaria, risultando più potente ma potenzialmente inflazionistico.
La Banca Nazionale Svizzera (SNB) è storicamente l'interventista più aggressivo tra le banche centrali dei mercati sviluppati. Tra il 2011 e il 2015 accumulò oltre 900 miliardi di dollari di riserve valutarie — più dell'intero PIL svizzero — acquistando EUR/CHF per difendere un floor artificiale a 1,20. Quando il floor fu rimosso nel gennaio 2015, il risultato fu catastrofico per gli esportatori svizzeri e per i trader retail di tutto il mondo: EUR/CHF crollò di centinaia di pip in pochi minuti. La lezione è netta: i peg mantenuti artificialmente prima o poi si rompono, e la rottura è violenta.
Il Ministero delle Finanze giapponese — operativamente distinto dalla BoJ negli interventi — ha condotto operazioni coordinate su USD/JPY acquistando yen quando la coppia raggiunse l'area 150–160 nel settembre/ottobre 2022 e di nuovo nel 2023, impiegando decine di miliardi di dollari. La PBOC cinese opera invece un sistema di «fluttuazione gestita», fissando ogni giorno un cambio centrale per USD/CNY entro cui il tasso onshore può muoversi, combinato con controlli sui capitali. Per chi opera con CFD in Italia, gli interventi rappresentano un rischio di coda concreto: un singolo annuncio può azzerare un conto a leva, ragione per cui lo stop-loss rigido è imprescindibile.
Per il trader italiano, l'EUR/USD è la coppia più rilevante in assoluto. Il suo prezzo riflette in larga parte il differenziale di politica monetaria tra la Federal Reserve e la BCE. Quando una delle due banche centrali è più aggressiva dell'altra nel modificare i tassi, il differenziale si sposta e la coppia segue. Comprendere questo concetto trasforma il modo di leggere il calendario economico: non si tratta di seguire una sola banca, ma di confrontare costantemente i due percorsi attesi.
Un esempio concreto in euro chiarisce la meccanica. Supponiamo un trader italiano con un conto da 5.000 € che apre una posizione long su EUR/USD da un mini-lotto (10.000 unità). Con un movimento favorevole di 100 pip — del tutto plausibile in una settimana con riunione FOMC — il valore del pip su un mini-lotto è circa 1 USD, quindi il guadagno lordo è circa 100 USD, ossia all'incirca 92 € al cambio corrente. Lo stesso movimento contro la posizione produrrebbe una perdita equivalente. Con la leva massima retail ESMA di 1:30, il margine richiesto per quel mini-lotto è circa il 3,33% del nozionale, cioè poco più di 300 € di margine impegnato: un'oscillazione avversa di 200 pip eroderebbe gran parte di quel margine.
| Scenario di policy | Reazione EUR/USD | Movimento tipico | P/L indicativo (mini-lotto) |
|---|---|---|---|
| Fed più hawkish del previsto | EUR/USD scende | −80 / −150 pip | ≈ −74 € / −138 € se long |
| BCE più hawkish del previsto | EUR/USD sale | +60 / +120 pip | ≈ +55 € / +110 € se long |
| Esito in linea con le attese | Movimento ridotto | ±20 / ±40 pip | ≈ ±18 € / ±37 € |
| «Sell the fact» dopo rialzo scontato | Inversione | variabile, 50–100 pip | dipende dalla direzione |
Gli importi sono puramente illustrativi e non tengono conto di spread, commissioni e swap. Il dimensionamento della posizione e l'uso della leva sono il fulcro della sopravvivenza: per approfondire conviene leggere la guida dedicata alla leva finanziaria nel forex e quella sulle strategie forex, dove il position sizing è trattato nel dettaglio.
I comunicati delle banche centrali seguono gradienti di linguaggio che segnalano la direzione della politica. Il linguaggio dovish include espressioni come «paziente», «flessibile», «dipendente dai dati», «appropriato», «monitoriamo gli sviluppi» e «pronti ad agire». Il linguaggio hawkish sale di intensità attraverso «vigili», «determinati», «un ulteriore inasprimento potrebbe essere giustificato», fino al più aggressivo: guidance esplicita su rialzi e preoccupazione per l'inflazione. La rimozione di linguaggio dovish precedente può pesare quanto l'aggiunta di linguaggio hawkish.
Il simposio economico di Jackson Hole, che si tiene ogni anno in agosto nel Wyoming, è diventato uno degli appuntamenti annuali più capaci di muovere i mercati globali. I presidenti della Fed lo hanno ripetutamente usato per segnalare svolte di politica monetaria. Per la Bank of Japan, le comunicazioni sono state particolarmente decisive a causa del quadro YCC: la decisione a sorpresa del dicembre 2022 di ampliare la banda dello YCC da ±0,25% a ±0,50% sul decennale fece scendere USD/JPY di quasi 500 pip in poche ore.
La gerarchia di importanza è chiara: comunicato programmato sulla decisione dei tassi (impatto immediato più alto) > conferenza stampa (il tono del presidente) > verbali della riunione (3–4 settimane dopo, utili per posizionarsi sulla riunione successiva) > discorsi dei singoli membri (segnali del dibattito interno). Strumenti come il CME FedWatch forniscono in tempo reale le probabilità implicite nei futures sui federal funds, dando un quadro quantitativo di quanto una decisione sia già scontata. Per la BCE, le aspettative si leggono nei tassi €STR forward e nei commenti dei membri del Consiglio Direttivo nei giorni precedenti il «periodo di silenzio».
Operare attorno agli eventi delle banche centrali in Italia avviene quasi sempre tramite CFD su broker regolamentati ESMA e autorizzati da CONSOB. Questo ha implicazioni dirette sulla gestione del rischio durante le riunioni ad alto impatto, quando volatilità e slippage aumentano.
| Tipo di Strumento | Leva Massima | Margine Richiesto |
|---|---|---|
| Major Forex (EUR/USD, GBP/USD, ecc.) | 1:30 | 3,33% del nozionale |
| Minor Forex + Indici principali | 1:20 | 5% del nozionale |
| Oro + Indici minori | 1:10 | 10% |
| Commodity + Azioni singole | 1:5 | 20% |
| Criptovalute | 1:2 | 50% |
Fonte: ESMA Decision (ESMA35-43-1135) · Aggiornato: giugno 2026
Dal 2018 tutti i broker regolamentati ESMA devono offrire ai clienti retail la protezione dal saldo negativo: non è possibile perdere più del capitale depositato, una garanzia preziosa durante gli eventi delle banche centrali, quando i gap di prezzo possono superare gli stop-loss. La stessa normativa impone ai broker di pubblicare la percentuale di conti retail in perdita, che per la maggior parte degli intermediari italiani regolamentati si colloca tra il 74% e l'89%. È un promemoria statistico del rischio elevato del trading di CFD su forex. Verificare sempre che il broker sia autorizzato da CONSOB consultando i registri ufficiali.
In Italia i guadagni dal forex trading tramite CFD sono classificati come redditi diversi di natura finanziaria e soggetti a un'imposta sostitutiva del 26% (D.Lgs. 461/1997 e successive modifiche). Le perdite possono essere compensate con altri redditi diversi di natura finanziaria nei quattro anni successivi nel regime dichiarativo, oppure gestite automaticamente dal broker nel regime amministrato. La scelta del regime va fatta con il proprio commercialista. Per il quadro generale è utile fare riferimento all'Agenzia delle Entrate e alle risorse di educazione finanziaria della Banca d'Italia.
Mantenere una posizione di grandi dimensioni attraverso l'annuncio di una banca centrale espone a movimenti di 50–200 pip in pochi minuti e a slippage sugli stop-loss. Ridurre la dimensione o chiudere prima dell'evento è la pratica prudente per il retail a leva.
Un rialzo già pienamente scontato spesso non muove la valuta nella direzione attesa e può innescare un'inversione da «sell the fact». Conta solo lo scarto rispetto alle aspettative del mercato, leggibile nei futures sui tassi e nel CME FedWatch.
Il tono del comunicato e della conferenza stampa può muovere il mercato quanto la decisione effettiva. Concentrarsi solo sul numero del tasso, ignorando il linguaggio hawkish o dovish, porta a interpretare male la reazione del prezzo.
Su valute come JPY e CHF, gli interventi possono provocare movimenti istantanei di 200–500 pip. La rottura del floor EUR/CHF nel 2015 azzerò molti conti retail. Mai mantenere posizioni ampie su valute sotto pressione di intervento senza stop-loss rigidi.
Un rialzo nominale che non supera l'inflazione attesa può non rafforzare la valuta. Ciò che attrae capitale è il rendimento reale. Trascurare questa distinzione porta a previsioni errate sulla direzione del cambio dopo una decisione.
Prima di ogni riunione ad alto impatto: dove si entra, dove si mette lo stop, quale il target, quale la dimensione massima? Senza un piano scritto, le decisioni vengono prese sull'emozione del momento — il peggior modo di affrontare la volatilità.
Tassi di interesse più alti attraggono capitale estero alla ricerca di rendimenti migliori, aumentando la domanda per quella valuta e provocandone l'apprezzamento. È la relazione fondamentale della parità dei tassi di interesse. Quando la Federal Reserve alza i tassi, il dollaro tende a rafforzarsi perché gli investitori internazionali acquistano asset statunitensi. Quando la BCE taglia i tassi, l'euro spesso si indebolisce perché il capitale cerca rendimenti più elevati altrove. È fondamentale notare che conta il tasso reale (al netto dell'inflazione): un rialzo nominale che non supera l'inflazione attesa può non rafforzare la valuta. Per i trader retail italiani regolamentati ESMA, comprendere questo meccanismo aiuta a interpretare il movimento dell'EUR/USD attorno alle riunioni di BCE e Fed.
Il Federal Open Market Committee (FOMC) è l'organo di politica monetaria della Federal Reserve statunitense. Si riunisce circa 8 volte all'anno e fissa il tasso sui federal funds, ovvero il principale tasso di riferimento del dollaro. Le decisioni del FOMC sono l'evento programmato a più alto impatto per tutte le coppie con USD, incluso l'EUR/USD, la coppia più scambiata al mondo. Non conta solo la variazione del tasso, ma soprattutto il comunicato che la accompagna, la conferenza stampa del presidente e il dot plot trimestrale. Insieme, questi elementi possono muovere l'EUR/USD di 50–200 pip nel giro di pochi minuti. Per un trader italiano, è imprudente mantenere posizioni di grandi dimensioni attraverso una riunione FOMC senza essere preparati a oscillazioni così ampie e allo slippage sugli stop-loss.
L'intervento valutario si verifica quando una banca centrale acquista o vende direttamente la propria valuta sul mercato per influenzarne il cambio. La Bank of Japan, tramite il Ministero delle Finanze giapponese, interviene per contrastare un eccessivo indebolimento dello yen. La Banca Nazionale Svizzera ha storicamente difeso soglie contro l'euro, in particolare il floor a 1,20 su EUR/CHF tra il 2011 e il 2015. La Federal Reserve interviene raramente. Gli interventi possono provocare movimenti enormi e istantanei di 200–500 pip o più, intrappolando i trader posizionati nella direzione sbagliata. Per chi opera con CFD su broker regolamentati CONSOB, gli interventi sono un rischio di coda concreto: un singolo annuncio può azzerare un conto a leva. Mai mantenere posizioni ampie short-JPY o su valute sotto pressione di intervento senza stop-loss rigidi.
L'espressione «buy the rumor, sell the fact» descrive un pattern comune in cui una valuta sale in anticipazione di un evento positivo (per esempio un rialzo dei tassi) e poi scende quando l'evento si concretizza, perché la notizia era già scontata nei prezzi. I mercati sono orientati al futuro: nel momento in cui la banca centrale annuncia un rialzo ampiamente atteso, la valuta si è spesso già mossa nelle settimane precedenti. Ciò che guida la reazione immediata è la divergenza tra la decisione e le aspettative precedenti del mercato. Una sorpresa hawkish — un rialzo maggiore del previsto o un tono più aggressivo — provoca un'impennata della valuta. Un rialzo già pienamente scontato può invece innescare un'inversione da «sell the fact». Per i trader italiani, questo spiega perché reagire al consenso è inutile: conta solo lo scarto rispetto alle attese.
In ordine di impatto sul mercato: (1) Federal Reserve — USD, presente in circa l'88% di tutte le operazioni forex e quindi rilevante per ogni coppia; (2) Banca Centrale Europea (BCE) — EUR, valuta numero uno per volume scambiato e particolarmente rilevante per i trader italiani; (3) Bank of Japan (BoJ) — JPY, nota per gli interventi e per la storica politica dei tassi negativi; (4) Bank of England (BoE) — GBP; (5) Banca Nazionale Svizzera (SNB) — CHF, famosa per gli interventi; (6) Reserve Bank of Australia (RBA) — AUD, legata alle materie prime; (7) Bank of Canada (BoC) — CAD, correlata al prezzo del petrolio; (8) Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) — NZD. Per chi in Italia opera su coppie EUR, BCE e Fed determinano la quasi totalità della volatilità rilevante sull'EUR/USD.
Il quantitative easing (QE) è il processo con cui una banca centrale crea moneta e acquista asset — tipicamente titoli di Stato — per immettere liquidità nel sistema finanziario e comprimere i rendimenti. Il QE tende a indebolire la valuta perché aumenta l'offerta di moneta e riduce l'attrattività dei rendimenti domestici. I programmi di QE della Federal Reserve dopo il 2008 e dopo il 2020 furono associati a fasi di debolezza del dollaro. I programmi di QE della BCE indebolirono l'euro, contribuendo alla discesa dell'EUR/USD verso la parità. Il tapering (riduzione graduale degli acquisti) è tipicamente positivo per la valuta, e il quantitative tightening (QT), ovvero la riduzione attiva del bilancio, lo è ancora di più. La combinazione di rialzi aggressivi e QT della Fed nel 2022 spinse l'indice del dollaro a salire di circa il 20% in un solo anno.
Le buone pratiche per operare attorno alle riunioni delle banche centrali sono: (1) conoscere il calendario — segnare tutte le date di riunione di BCE, Fed, BoE e BoJ sul proprio calendario operativo; (2) comprendere le aspettative di mercato prima della riunione utilizzando i futures sui tassi e strumenti come il CME FedWatch; (3) ridurre la dimensione della posizione o chiudere le operazioni prima degli eventi ad alto impatto; (4) non mantenere mai posizioni di grandi dimensioni attraverso una riunione FOMC o BCE a meno di essere preparati a movimenti di 50–200 pip e allo slippage; (5) reagire alle sorprese, non agli esiti di consenso. Per i trader italiani con conti a leva 1:30 (limite ESMA per le major), un movimento avverso di 200 pip su una posizione ampia può attivare la chiusura forzata per margine prima ancora di poter intervenire manualmente.
La forward guidance è la comunicazione con cui una banca centrale indica il probabile percorso futuro della propria politica monetaria, allo scopo di gestire le aspettative del mercato. Una guidance hawkish — che suggerisce futuri rialzi dei tassi — rafforza la valuta. Una guidance dovish — che suggerisce tagli o nessun rialzo — la indebolisce. Il linguaggio dei comunicati e delle conferenze stampa può muovere il forex tanto quanto la decisione effettiva sui tassi. L'esempio più celebre è il «whatever it takes» del presidente BCE Mario Draghi nel luglio 2012, che fece risalire l'euro prima di qualsiasi azione concreta. Anche la rimozione di parole precedentemente dovish da un comunicato può essere significativa quanto l'aggiunta di linguaggio hawkish. Per il trader retail, imparare a leggere queste sfumature è spesso più redditizio che concentrarsi solo sul numero del tasso.
L'EUR/USD è la coppia più scambiata al mondo e mette direttamente a confronto le due banche centrali più influenti del pianeta: la Federal Reserve e la BCE. Il prezzo della coppia riflette in larga parte il differenziale di politica monetaria tra le due aree. Quando la Fed è più aggressiva della BCE nell'alzare i tassi — come nel 2022 — il dollaro si rafforza e l'EUR/USD scende, fino a toccare la parità in quell'anno. Quando la BCE recupera terreno rialzando i tassi mentre la Fed rallenta, l'euro tende a riprendersi. Per questo motivo i trader monitorano il cosiddetto «divario di politica», ossia la differenza tra il percorso atteso dei tassi nelle due aree. Per un trader italiano è la coppia più rilevante in assoluto, e le date delle riunioni BCE e FOMC sono gli eventi che ne determinano la maggior parte della volatilità mensile.
In Italia i guadagni derivanti dal trading forex tramite CFD sono classificati come redditi diversi di natura finanziaria e sono soggetti a un'imposta sostitutiva del 26% (ai sensi del D.Lgs. 461/1997 e successive modifiche). Questo vale indipendentemente dal fatto che il profitto derivi da un'operazione tenuta attraverso una riunione FOMC o da uno swing trade di più giorni. Le perdite possono essere portate in compensazione con altri redditi diversi di natura finanziaria nei quattro anni successivi nel regime dichiarativo, oppure gestite automaticamente dal broker nel regime amministrato. La scelta tra regime dichiarativo e amministrato va valutata con il proprio commercialista. Questa è una sintesi informativa e non una consulenza fiscale: per la propria situazione specifica consultare sempre un professionista abilitato e fare riferimento alle indicazioni dell'Agenzia delle Entrate.
BCE – Decisioni di Politica Monetaria ↗
Decisioni BCE sui tassi e conferenze stampa che muovono le coppie EUR
Federal Reserve – Calendario FOMC ↗
Calendario, comunicati e verbali delle riunioni FOMC
Bank of England – MPC ↗
Decisioni e verbali del Monetary Policy Committee per la sterlina
Bank of Japan ↗
Decisioni di politica monetaria della BoJ e contesto sullo yen
CONSOB – Avvertenze CFD e Forex ↗
Avvertenze CONSOB sui rischi del forex per investitori retail italiani
ESMA – Misure di protezione retail CFD ↗
Misure ESMA sui limiti di leva e protezione dal saldo negativo
Banca d'Italia – Educazione Finanziaria ↗
Risorse educative della Banca d'Italia per investitori
Agenzia delle Entrate ↗
Riferimento ufficiale per la tassazione dei redditi finanziari in Italia