Azioni e borsa italiana: 10 guide costruite su fonti primarie
Quest’area contiene 10guide sulle azioni. Gli argomenti sono quelli soliti; a distinguerle è una regola applicata senza eccezioni: ogni numero viene da un documento che abbiamo aperto in una data dichiarata — una norma su Normattiva o EUR-Lex, un bilancio depositato da una società, una serie storica scaricata dal gestore del mercato — e dove un numero non era verificabile è stato tolto e il buco è stato scritto nel testo. È la seconda metà della regola quella insolita, e vale la pena ripeterla: in queste pagine c’è scritto anche ciò che non siamo riusciti a sapere.
Dove vale, fino a quando, e che cosa quest’area non è
Giurisdizione: Italia, dentro il quadro dell’Unione europea.Quasi tutto ciò che è specifico di un mercato azionario è nazionale o continentale. Gli orari e il calendario appartengono al gestore del mercato; l’approvazione delle sue regole a un’autorità pubblica italiana; le aliquote su plusvalenze, dividendi e deposito titoli a leggi italiane; il ciclo di regolamento, l’obbligo di esecuzione alle condizioni migliori e la classificazione degli ordini a regolamenti e direttive dell’Unione. Chi investe da un altro paese, o su un altro mercato, trova regole diverse a ognuno di questi livelli.
Se non risiedete fiscalmente in Italia,leggete queste pagine per i meccanismi e la vostra fonte nazionale per i numeri. Le aliquote citate valgono per una persona fisica residente in Italia che investe fuori dall’esercizio di imprese commerciali; per i soggetti non residenti l’articolo 27 del DPR 600/1973 prevede una disciplina diversa, e un investimento in una valuta diversa dall’euro aggiunge una variazione che nessuna cifra in euro di queste pagine contiene.
Fino a quando è vero.Tutte le fonti di quest’area sono state aperte il 12 agosto 2026 e ogni guida ripete quella data accanto ai propri numeri. I prezzi sono quelli dell’11 agosto 2026 o le chiusure del 10 agosto 2026 e invecchiano per costruzione; le aliquote cambiano per legge; il regolamento dei mercati è alla sua sessantaquattresima versione. Prima di agire su un numero, riaprite la fonte collegata.
Questa non è consulenza.Nessuna pagina di quest’area raccomanda un titolo, un fondo, un intermediario o una ripartizione, e nessuna contiene previsioni di prezzo. Vextor Capital non vende strumenti finanziari, non è un intermediario, non è un consulente finanziario, non è certificata né autorizzata da alcuna autorità di vigilanza, non detiene posizioni nei titoli nominati e non riceve compensi da società, mercati, intermediari o fornitori di dati citati in queste guide. Nessun collegamento in quest’area è di affiliazione.
Tutte le 10 guide, per intero
L’elenco qui sotto è generato dalla cartella in cui le guide vivono: una guida compare qui se e solo se il suo file esiste, con il titolo che dichiara nei propri metadati. Non c’è paginazione e non c’è «mostra altri», perché sono i due modi in cui un elenco completo diventa parziale senza che nessuno se ne accorga. Sotto ogni titolo ci sono due righe: che cosa la guida risponde, e che cosa dichiara di non poter dire.
Risponde a: Utile, ricavi, patrimonio, utile per azione e dividendo di sei società quotate come li scrivono i loro bilanci 2025, i rapporti costruiti su quei numeri con il prezzo datato, e la dimostrazione che l'utile per azione non è l'utile diviso le azioni.
Non dice: Non pubblica rapporti prospettici, valutazioni con flussi scontati, medie di settore o valori considerati normali, e dichiara che per due società su sei la capitalizzazione pubblicata dalla borsa non corrisponde ad alcun numero di azioni trovato in bilancio.
Risponde a: L'aritmetica di medie mobili, indice di forza relativa, MACD e bande di Bollinger calcolata su 2.560 sedute, l'elenco completo dei sei incroci del decennio con quello che è seguito, e il conteggio di quante volte il prezzo esce dalle bande.
Non dice: Non emette segnali, non attribuisce capacità predittiva a nessun indicatore, non descrive figure grafiche perché nessuna fonte aperta ne dà una definizione operativa, e non usa i volumi, che nel file non ci sono.
Risponde a: Che cos'è un'azione nelle parole della Consob, quali diritti dà e quali categorie esistono, quando è aperto Euronext Milan fase per fase, quali sono i sette giorni di chiusura del 2026 e quanto passa fra l'esecuzione e il regolamento oggi e dall'11 ottobre 2027.
Non dice: Non pubblica alcuna commissione, non riporta le variazioni percentuali della scheda dell'indice perché la fonte non dichiara a quale versione si riferiscano, e non dice che cosa accade se l'intermediario fallisce, perché non sta in nessuna delle fonti aperte.
Risponde a: Chi scrive le regole del mercato e chi le approva, con la delibera e il provvedimento datati; i quattro insiemi di mercati e segmenti con i loro orari; il calendario 2026 verificato data per data; e le capitalizzazioni di sei società con il prezzo dell'11 agosto 2026.
Non dice: Non cita alla lettera alcun articolo del regolamento dei mercati, perché l'estrazione automatica di quel PDF altera la spaziatura del testo, e non pubblica il numero di società quotate, la capitalizzazione complessiva del listino, i volumi di scambio né i requisiti di ammissione.
Risponde a: I sette passi con l'indicatore che dice se ciascuno è riuscito, le tre imposte con l'articolo che le fissa, un'operazione svolta con due prezzi realmente registrati, la regola sul riporto delle minusvalenze e l'obbligo di esecuzione alle condizioni migliori.
Non dice: Non nomina alcun intermediario e non pubblica alcuna commissione, non indica tempi di apertura di un conto, non descrive il regime del risparmio gestito, che è in un articolo che non abbiamo aperto, e non tratta le azioni estere.
Risponde a: Quale prezzo diventa un punto e quanto è rappresentativo, quanto perde un grafico settimanale o mensile rispetto alle sedute, perché su serie lunghe la scala logaritmica cambia il messaggio, e che cosa un indice di prezzo non contiene.
Non dice: Non descrive alcuna figura grafica, non usa i volumi, non misura l'escursione giornaliera prima del 26 agosto 2020 perché il file non la conserva, e non pubblica alcun rendimento comprensivo di dividendi.
Risponde a: Le cinque variabili misurabili senza stime che separano i due stili, calcolate sulle sei società, e i casi in cui la stessa società finisce da parti opposte a seconda della variabile scelta.
Non dice: Non attribuisce alcuna società a uno stile secondo la regola di un fornitore di indici, perché il documento con quelle variabili non è risultato raggiungibile, e non confronta i rendimenti storici dei due stili.
Risponde a: Le quindici correlazioni possibili fra sei azioni italiane, la volatilità di ciascuna e quella del loro insieme, la correlazione fra l'indice italiano e quello americano prima e dopo la conversione in euro, e l'effetto del cambio su dieci anni.
Non dice: Non indica alcuna ripartizione, alcun numero di titoli né alcuna soglia di ribilanciamento; non include dividendi, costi e imposte; e non tratta classi di attivo diverse dalle azioni.
Risponde a: I dividendi 2025 delle stesse sei società, il netto dopo la ritenuta del 26% con la norma accanto, le date di stacco, record date e pagamento come le comunicano le società, e la dimostrazione che lo stesso dividendo dà due rendimenti diversi secondo il prezzo usato.
Non dice: Non prevede i dividendi futuri, non misura che cosa accade al prezzo il giorno dello stacco, non tratta i dividendi esteri né i proventi degli organismi di investimento collettivo, e non pubblica spese di incasso.
Risponde a: Le due sole classi di ordine che il diritto europeo riconosce, con i loro codici; le definizioni letterali di prezzo limite e prezzo di stop; i dieci periodi di validità e le tre restrizioni di fase; e i cinque stati con cui un ordine finisce.
Non dice: Non definisce i nomi commerciali che si trovano sulle piattaforme, perché la norma li rinvia alle specifiche di ciascuna sede; non dice quali tipi siano disponibili su Euronext Milan; e non pubblica statistiche di esecuzione.
I meccanismi, in una pagina sola
Se di quest’area leggeste solo una tabella, sarebbe questa: le regole che governano ciò che accade quando si compra o si vende un’azione quotata a Milano. Ogni riga è ripresa dalla guida che la tratta per esteso e porta con sé la fonte da cui viene.
Domanda
Risposta
Fonte
Quando è aperto il mercato?
Asta di apertura 07:30–09:00, continua 09:00–17:30, asta di chiusura 17:30–17:35, Trading-at-Last 17:35–17:40
Borsa Italiana
Quanti giorni di chiusura ci sono nel 2026?
Sette, oltre a tutti i sabati e le domeniche
Borsa Italiana
Quando si spostano titoli e denaro?
Entro il secondo giorno lavorativo dopo la negoziazione; entro il primo dall'11 ottobre 2027
Reg. (UE) n. 909/2014 e reg. (UE) 2025/2075
Quante classi di ordine riconosce la legge europea?
Due: ordine con limite di prezzo (LMTO) e ordine stop (STOP)
Reg. delegato (UE) 2017/580, allegato, campo 23
Che cosa deve ottenere l'intermediario che esegue un ordine?
Il miglior risultato possibile; per il cliente al dettaglio è il corrispettivo totale, prezzo più costi
Direttiva 2014/65/UE, art. 27
Chi autorizza chi presta servizi di investimento?
La Consob per le società di intermediazione mobiliare, la Banca d'Italia per le banche italiane
Consob
Chi approva le regole del mercato?
La Consob, con determinazione n. 154 del 21 gennaio 2026 per la versione in vigore dal 3 marzo 2026
Regolamento dei mercati
Che cosa misura il FTSE MIB?
La performance di 40 titoli italiani, ponderata per capitalizzazione corretta per il flottante
Borsa Italiana
La quarta riga è quella che sorprende di più chi arriva da una piattaforma piena di nomi diversi. Il diritto europeo, quando obbliga le sedi di negoziazione a registrare ogni ordine, riconosce due sole classi generiche e rinvia esplicitamente il resto alle specifiche di ciascuna sede. Il catalogo dei tipi di ordine che si legge su un’interfaccia non è un elenco normativo: è un elenco commerciale, e va verificato dove l’ordine viene davvero eseguito.
Le imposte italiane, ciascuna con il suo articolo
Le aliquote sono la parte del sito in cui una cifra ricordata a memoria fa più danno, perché un lettore la applica alla propria dichiarazione. Qui ognuna porta la norma che la fissa, letta nel testo vigente il 12 agosto 2026. Tutte valgono per una persona fisica residente in Italia che investe fuori dall’esercizio di imprese commerciali.
Che cosa
Misura
Norma
Dettaglio che cambia il conto
Plusvalenze su azioni
26%
Art. 3, commi 1 e 6, D.L. 24 aprile 2014 n. 66
Si applica ai redditi realizzati dal 1° luglio 2014
Dividendi
26% a titolo d'imposta
Art. 27, comma 1, DPR 29 settembre 1973 n. 600
Su utili corrisposti a persone fisiche residenti, qualificate e non
Bollo sui prodotti finanziari
2 per mille l'anno
Art. 13, comma 2-ter, tariffa allegata al DPR 642/1972
Sul complessivo valore di mercato o, in mancanza, sul valore nominale o di rimborso
Riporto delle minusvalenze
Non oltre il quarto periodo d'imposta successivo
Art. 68, comma 5, TUIR
A condizione che siano indicate nella dichiarazione dell'anno di realizzo
Determinazione della plusvalenza
Corrispettivo meno costo aumentato degli oneri
Art. 68, comma 6, TUIR
Le spese di acquisto aumentano il costo e riducono l'imposta
Sull’imposta di bollo quest’area corregge una convinzione diffusa, ed è il tipo di correzione che giustifica il metodo. Si legge quasi ovunque che il bollo sul dossier titoli non si applica sotto i 5.000 euro. Nel testo dell’articolo 13 quella soglia non riguarda i depositi di titoli: la nota 3-ter prevede una misura minima di 34,20 euro soltanto per gli anni 2012 e 2013, dal 2014 prevede solo una misura massima di 14.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche, e l’esenzione fino a 5.000 euro che compare nella stessa nota riguarda i buoni postali fruttiferi. Una cifra vera, applicata alla cosa sbagliata, resta una cifra sbagliata.
Il decennio, misurato invece che raccontato
Quasi tutto ciò che si scrive sui rendimenti azionari poggia su cifre che nessuno controlla. Ecco che cosa contiene davvero un file scaricabile. Il servizio grafici del gestore del mercato italiano restituisce fino a dieci anni di sedute giornaliere del FTSE MIB: lo abbiamo scaricato il 12 agosto 2026 e contiene 2.560 sedute, dal 12 agosto 2016 al 10 agosto 2026.
Misura sul decennio al 10 agosto 2026
Valore
Come si ottiene
Sedute nel file
2.560
Dal 12 agosto 2016 al 10 agosto 2026
Primo e ultimo valore
16.997,83 e 53.663,88
Chiusure lette nel file scaricato
Moltiplicatore
3,1571
53.663,88 ÷ 16.997,83
Variazione complessiva
+215,71%
Il moltiplicatore meno uno
Tasso annuo composto
12,19%
Il moltiplicatore elevato a uno diviso 9,993 anni
Ribasso più profondo sulle chiusure
−41,54%
Da 25.477,55 del 19 febbraio 2020 a 14.894,44 del 12 marzo 2020
Peggior seduta
−16,92%
12 marzo 2020, da 17.928,64 a 14.894,44
Miglior seduta
+8,93%
24 marzo 2020, da 15.559,80 a 16.948,60
Sedute chiuse in rialzo
1.404 su 2.559
Il 54,9% delle variazioni
Volatilità annualizzata
19,79%
Deviazione standard delle variazioni per la radice di 252
Senza le dieci sedute migliori
×1,8758
Il moltiplicatore ricalcolato escludendole
Senza le dieci sedute peggiori
×6,7460
Il moltiplicatore ricalcolato escludendole
Tre osservazioni che le singole guide sviluppano per esteso. La prima riguarda le ultime due righe: togliendo dieci sedute su 2.559 il moltiplicatore del decennio passa da 3,1571 a 1,8758, e togliendo le dieci peggiori sale a 6,7460. Dieci giornate su duemilacinquecento decidono metà del risultato, e cinque delle dieci migliori cadono nel 2020, l’anno che contiene il ribasso più profondo del periodo. È il contenuto empirico dell’idea che non si possa uscire da un mercato che scende e rientrare al momento giusto.
La seconda: le sedute chiuse in rialzo sono 1.404 su 2.559, il 54,9%. Un decennio che ha più che triplicato l’indice è fatto di giornate quasi bilanciate, e la differenza sta nella dimensione dei movimenti, non nella loro frequenza. La terza: si tratta di un indice di prezzo, che non contiene i dividendi. Sulla stessa scheda dell’indice Borsa Italiana pubblica anche una versione total return, il cui ultimo valore di chiusura indicato era 147.930,41 al 10 agosto 2026: non è confrontabile con l’indice di prezzo perché parte da una base diversa, ma la sua esistenza ricorda che la linea che si guarda di solito non è il risultato di chi investe.
Sei società, una data di prezzo, ogni cifra depositata
Tre guide di quest’area usano le stesse sei società come materiale di calcolo — Eni, Enel, Intesa Sanpaolo, Ferrari, Snam e Terna — scelte perché i loro documenti sull’esercizio 2025 sono pubblici e leggibili, non per un giudizio su di esse. Raccogliere i risultati in una tabella sola mostra quanto gli stessi rapporti possano comportarsi in modo diverso. Gli utili, il patrimonio e i dividendi sono quelli dei bilanci e dei comunicati ufficiali; i prezzi sono quelli dell’ultimo contratto dell’11 agosto 2026 pubblicati da Borsa Italiana.
Società
Prezzo (€)
Prezzo / utile
Prezzo / patrimonio
Dividendo / prezzo
Dividendo / utile
Ferrari
355,600
39,64
16,14
1,02%
40,3%
Eni
24,050
30,83
1,58
4,37%
134,6%
Enel
9,847
25,25
3,12
4,98%
125,6%
Terna
9,862
18,61
2,54
4,02%
74,8%
Snam
5,764
15,66
2,09
5,24%
82,1%
Intesa Sanpaolo
6,837
12,90
1,83
5,50%
70,9%
Le ultime due colonne, lette insieme, contengono il fatto più scomodo di tutta l’area. Eni ha deliberato per il 2025 un dividendo di 1,05 euro per azione contro un utile per azione di 0,78, cioè il 134,6%; Enel ne ha proposto 0,49 contro 0,39, il 125,6%. Nessuna delle due società lo nasconde, ed entrambe restano dietro Intesa Sanpaolo quanto a rendimento da dividendo, che con il 5,50% distribuisce il 70,9% del proprio utile per azione. Rendimento e copertura della distribuzione sono due misure diverse e in questa tabella si ordinano in modo diverso: chi guarda solo la penultima colonna vede metà del quadro.
Anche le due colonne centrali si smentiscono a vicenda, e l’aritmetica lo spiega senza bisogno di giudizi. Eni ha il secondo rapporto prezzo-utili più alto e il rapporto prezzo-patrimonio più basso: succede perché il suo ritorno sul capitale proprio nel 2025 è il più basso dei sei, il 5,44%. Ferrari sta all’estremo opposto con il 40,88% e un rapporto prezzo-patrimonio di 16,14. Due rapporti costruiti sullo stesso prezzo possono puntare in direzioni opposte, e chi ne cita uno solo sta scegliendo la conclusione prima dei dati.
Come sono scritte queste pagine
Il metodo sono quattro prove, applicate a ogni frase che contenga un fatto. È vera, cioè letta alla fonte adesso e non ricordata? È verificabile, cioè la fonte è nominata, collegata e raggiungibile? È dimostrabile, cioè il conto è mostrato e non solo il suo risultato? È documentata, cioè si sa quando è stata letta e a chi si applica? Una frase che ne fallisce anche una sola non entra in pagina, e dove questo lascia un buco, il buco viene descritto.
Le conseguenze si vedono ovunque. Dove una cifra è un calcolo e non una citazione, la guida lo dice e stampa i dati di partenza. Dove una fonte pubblica un numero senza dichiarare la convenzione che c’è dietro — come la scheda dell’indice, che pubblica un massimo di giornata e un massimo dell’anno senza dire quale sia infragiornaliero — la guida verifica sui dati e scrive che cosa ha trovato invece di scegliere in silenzio. Dove un documento commerciale non è risultato raggiungibile, la guida nomina il rifiuto invece di riprodurre la regola a memoria.
Una regola governa tutte le altre: se per raggiungere una lunghezza, una struttura o una scadenza bisognasse scrivere qualcosa che non passa quelle quattro prove, cede la lunghezza, cede la struttura, cede la scadenza. È il motivo per cui alcune di queste guide sono più brevi delle concorrenti in alcune sezioni e molto più lunghe nella sezione intitolata «che cosa queste fonti non dicono».
Che cosa è stato tolto, e perché
Riscrivere queste pagine ha significato cancellare parecchio materiale scritto con sicurezza. Le cancellazioni meritano un elenco, perché sono la descrizione più chiara dello standard applicato.
Intervalli di multipli attribuiti a singole società italiane e a interi settori, senza alcuna fonte. Sostituiti dai rapporti calcolati sui bilanci 2025 con il prezzo datato.
L’affermazione che l’imposta di bollo sul deposito titoli non si applica sotto i 5.000 euro di valore medio. Nel testo dell’articolo 13 quella soglia non riguarda i depositi di titoli.
Livelli di supporto e resistenza indicati su singoli titoli e percentuali di affidabilità attribuite alle figure grafiche. Sostituiti da indicatori calcolati su una serie scaricabile e dall’elenco completo dei sei incroci del decennio, con quello che è seguito a ciascuno.
Confronti di rendimento fra azioni di crescita e di valore su periodi lunghi, senza fonte. Sostituiti da cinque variabili misurate e dalla dichiarazione che il documento con la regola di classificazione non è risultato raggiungibile.
Portafogli modello con percentuali per profilo di rischio e la regola del 5% per singolo titolo. Questo sito non raccomanda ripartizioni, e nessuna delle fonti aperte ne indica una.
Nomi di intermediari citati come esempio, tempi medi di apertura di un conto e intervalli di commissioni. Nessuno dei tre è verificabile in una fonte pubblica stabile.
L’affermazione che un ordine stop garantisce l’esecuzione al prezzo indicato. La norma europea definisce quel prezzo come la soglia che attiva l’ordine, non come il prezzo a cui viene eseguito.
Rendimenti storici dell’indice e valori di capitalizzazione complessiva del mercato senza fonte. Sostituiti da misure fatte sulle 2.560 sedute scaricate e dalle capitalizzazioni pubblicate per sei società con la loro data.
Che cosa quest’area non copre
Nessuna commissione, di nessun intermediario. Non stanno in nessuna fonte pubblica stabile e verificabile: stanno nei documenti informativi delle singole imprese, cambiano senza preavviso e vanno letti con la data. Per la stessa ragione nessuna guida confronta offerte.
Nessuna regola di classificazione per stile. La metodologia degli indici globali che abbiamo scaricato non contiene le variabili che separano crescita e valore, e il documento dedicato non è risultato raggiungibile.
Nessuna citazione letterale dal regolamento dei mercati.L’estrazione automatica di quel PDF altera la spaziatura del testo: riportiamo solo ciò che frontespizio e piè di pagina affermano in modo inequivocabile.
Niente prima del 12 agosto 2016 per i dati di mercato. Il servizio grafici restituisce al massimo dieci anni; per le singole azioni il file scaricato comincia il 15 agosto 2023.
Nessun rendimento comprensivo di dividendi.Tutte le serie usate sono di prezzo. Nessuna cifra di quest’area dice quanto i dividendi abbiano aggiunto a un indice in un periodo.
Nessuna previsione, di alcun tipo. Nessun prezzo obiettivo, nessun rendimento atteso, nessuna opinione sulla direzione dei mercati.
Nessun consiglio fiscale.Le norme citate descrivono il trattamento italiano di una persona fisica residente. Aliquote, soglie e obblighi dipendono da dove si risiede e dalla propria situazione, e quest’area non li sostituisce.
Nessun derivato e nessuna vendita allo scoperto.Non ci sono guide su opzioni, future o posizioni corte in quest’area.
Nessun mercato extraeuropeo.Non abbiamo aperto i regolamenti di autorità di altri paesi, e quindi quest’area non afferma nulla su di essi: non perché non contino, ma perché non li abbiamo letti.
Come controllare qualunque cosa leggiate qui
Scendete in fondo alla guida. Ogni pagina di quest’area termina con l’elenco delle fonti aperte per scriverla, ciascuna con il collegamento e la data di lettura.
Aprite la fonte e cercate la frase. Dove si cita una norma, sono indicati articolo e comma; dove si cita un bilancio, sono indicati la società e l’esercizio.
Rifate il conto. Ogni calcolo di quest’area è una divisione o una moltiplicazione fra due numeri stampati, e la colonna «come si ottiene» esiste perché possiate controllare il risultato invece di fidarvene.
Confrontate le date. Un prezzo è una seduta, un bilancio è un esercizio, un’aliquota è un testo vigente a una certa data. Un confronto le cui date non si allineano è l’errore più comune nella scrittura finanziaria, e dove le nostre non si allineano lo diciamo.
Leggete la sezione «che cosa queste fonti non dicono» prima di agire su qualsiasi cosa. È la parte di ogni pagina che più probabilmente cambierà la vostra decisione.
Se trovate un errore, il sito pubblica un registro delle correzioni e ogni guida ha in fondo il proprio registro delle modifiche. Una correzione che non viene registrata non è una correzione.
In quale ordine leggerle
Se partite da zero, l’ordine che funziona è meccanica, poi conti, poi giudizio. Cominciate da basi della borsa valori per capire che cosa succede fra il momento in cui si preme «compra» e il momento in cui si possiede l’azione, e proseguite con la Borsa Italiana per sapere chi scrive le regole del mercato e chi le approva. Poi i tipi di ordine, che è la sola decisione che si prende a ogni singola operazione, e come investire in azioni in Italia per il conto, i regimi e le imposte.
Da lì in avanti si passa ai numeri. L’analisi fondamentale mostra da dove vengono utile per azione e patrimonio, l’investimento in dividendi il lordo, il netto e le date che decidono chi incassa, e crescita contro valore che cosa succede quando quegli stessi numeri diventano un’etichetta. Sul fronte dei prezzi, come leggere i grafici spiega che cosa un grafico non contiene e l’analisi tecnica rifà i conti degli indicatori più citati sulla serie del FTSE MIB. Infine la diversificazione del portafoglio misura la sola protezione che quasi tutti danno per scontata. Ognuna di queste guide è a un clic da questa pagina e riporta a questa pagina.
Altre aree del sito trattano l’economia, i fondi quotati, le valute, la finanza personale e la previdenza: l’indice completo delle guide in italiano le raccoglie tutte, scritte con la stessa regola.
Fonti aperte per quest’area
L’elenco copre le fonti usate nelle 10 guide. Ognuna è stata aperta e letta il 12 agosto 2026, e ogni guida ripete il sottoinsieme che ha usato con la stessa data. Verificato il 12 agosto 2026.
Consob — Educazione finanziariaUsata per: la definizione di azione, i diritti dell'azionista, le categorie di azioni, i servizi di investimento e i soggetti autorizzati, la diversificazione e il legame fra rendimento e rischio. Letta il 12 agosto 2026.
Borsa Italiana — servizio grafici, serie storiche giornaliereUsata per: 2.560 sedute del FTSE MIB dal 12 agosto 2016 al 10 agosto 2026 e 746 sedute per ciascuna delle sei azioni dal 15 agosto 2023, su cui sono calcolati indicatori, volatilità e correlazioni. Letta il 12 agosto 2026.
Normattiva — testi vigenti delle norme fiscali italianeUsata per: l'aliquota del 26% del D.L. 66/2014, la ritenuta sui dividendi dell'art. 27 del DPR 600/1973, il riporto delle minusvalenze e la determinazione della plusvalenza dell'art. 68 del TUIR, il regime amministrato del D.Lgs. 461/1997 e l'imposta di bollo dell'art. 13 della tariffa allegata al DPR 642/1972. Letta il 12 agosto 2026.
EUR-Lex — diritto dell'Unione europeaUsata per: il ciclo di regolamento del regolamento (UE) 2025/2075, l'obbligo di esecuzione alle condizioni migliori dell'art. 27 della direttiva 2014/65/UE e i campi sugli ordini del regolamento delegato (UE) 2017/580. Letta il 12 agosto 2026.
Federal Reserve Bank of St. Louis e Banca centrale europeaUsata per: le chiusure giornaliere dell'indice S&P 500 e i cambi di riferimento euro/dollaro, usati per il confronto internazionale nella guida sulla diversificazione. Letta il 12 agosto 2026.
Registro delle modifiche
12 agosto 2026 — questa pagina e tutte le 10guide dell’area sono state riscritte da zero su fonti aperte in quella data. Dalla versione precedente di questa pagina sono state tolte: l’affermazione sul rendimento storico medio del mercato azionario italiano senza fonte, l’elenco di titoli citati come esempio di blue chip senza un criterio dichiarato, e i riferimenti a broker autorizzati presentati come selezione. Ciascuna è stata sostituita da un numero che abbiamo potuto aprire o dalla dichiarazione esplicita che non ci siamo riusciti.
Domande frequenti
Che cosa contiene quest'area del sito?▼
Dieci guide sulle azioni e sulla borsa italiana, elencate per intero più avanti in questa pagina. L'elenco è generato dalla cartella in cui le guide vivono, quindi una guida compare qui se e solo se il suo file esiste. Non c'è paginazione e non c'è alcun «mostra altri»: sono i due modi in cui un elenco completo diventa parziale senza che nessuno se ne accorga.
A quale paese si applicano queste guide?▼
All'Italia, dentro il quadro dell'Unione europea. Le definizioni vengono dalla Consob, gli orari e il calendario dal gestore del mercato italiano, le aliquote da norme italiane lette su Normattiva, il ciclo di regolamento e le regole sugli ordini da regolamenti dell'Unione letti su EUR-Lex. Nessuna di queste regole si trasferisce automaticamente a un mercato extraeuropeo.
Quanto si paga di imposte su azioni italiane?▼
Il 26% sulle plusvalenze e il 26% sui dividendi, più un'imposta di bollo del 2 per mille l'anno sul valore del deposito. Le prime due misure vengono dall'articolo 3 del D.L. 66/2014 e dall'articolo 27 del DPR 600/1973; la terza dall'articolo 13, comma 2-ter, della tariffa allegata al DPR 642/1972. Valgono per una persona fisica residente in Italia fuori dall'esercizio di imprese commerciali.
Quando cambia il ciclo di regolamento in Europa?▼
L'11 ottobre 2027. Il regolamento (UE) 2025/2075 dell'8 ottobre 2025 sostituisce l'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 909/2014 con un testo che fissa la data prevista per il regolamento «non successiva al primo giorno lavorativo dopo la negoziazione», e il suo articolo 2 dispone che «esso si applica a decorrere dall'11 ottobre 2027». Fino ad allora resta il ciclo T+2.
Che cosa ha fatto il FTSE MIB negli ultimi dieci anni?▼
Abbiamo scaricato dal servizio grafici di Borsa Italiana 2.560 sedute dal 12 agosto 2016 al 10 agosto 2026: l'indice passa da 16.997,83 a 53.663,88, cioè si moltiplica per 3,1571, pari a +215,71% in 9,993 anni, ovvero il 12,19% l'anno composto. È un indice di prezzo e non contiene i dividendi. Nello stesso periodo il ribasso più profondo sulle chiusure è del 41,54%, fra il 19 febbraio e il 12 marzo 2020.
Queste guide dichiarano anche ciò che non sanno?▼
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