Diversificazione del portafoglio: le correlazioni, misurate invece che descritte
Della diversificazione si dice quasi sempre la stessa frase — non mettere tutte le uova nello stesso paniere — e quasi mai un numero. Ma la diversificazione è un numero: è quanto due cose si muovono insieme, e si calcola. Questa pagina lo calcola su serie che chiunque può scaricare: le quindici coppie possibili fra sei azioni quotate a Milano, il FTSE MIB contro l’indice azionario americano, e l’effetto del cambio euro-dollaro su un decennio.
Dove vale, su che cosa è calcolato, e che cosa questa pagina non è
Giurisdizione e perimetro.Le definizioni vengono dalla Consob, l’autorità italiana di vigilanza. Le misure riguardano sei azioni quotate su Euronext Milan, il FTSE MIB e l’indice S&P 500, su periodi dichiarati riga per riga. Sei titoli non sono un portafoglio e un decennio non è la storia: sono un esempio con i conti in vista.
Come sono stati resi confrontabili i dati.Le correlazioni sono calcolate sulle variazioni percentuali fra chiusure consecutive, sulle sole sedute in cui tutte le serie coinvolte hanno un valore. Il FTSE MIB e i prezzi delle azioni vengono da Borsa Italiana, l’indice americano dalla Federal Reserve Bank di St. Louis, il cambio dalla Banca centrale europea: tre fornitori con tre calendari di chiusura diversi, e l’intersezione dei calendari è dichiarata ogni volta. I prezzi non sono corretti per i dividendi, quindi nessun moltiplicatore di questa pagina è un rendimento completo.
Che cosa questa pagina non è. Non è consulenza, non contiene una ripartizione consigliata, un numero di titoli raccomandato o una soglia di ribilanciamento, e non contiene previsioni. Vextor Capital non vende strumenti finanziari, non è un intermediario, non è un consulente finanziario, non è certificata né autorizzata da alcuna autorità di vigilanza, non detiene posizioni nei titoli nominati e non riceve compensi dalle società citate. Nessun collegamento in questa pagina è di affiliazione.
La definizione, e il suo limite dichiarato dalla fonte
La Consob descrive la diversificazione come «distribuire i propri risparmi tra investimenti diversi, in modo che l’andamento negativo di una parte del portafoglio possa essere compensato, almeno in parte, da risultati migliori di altre componenti», e riguarda, secondo la stessa pagina, tipologie di strumenti, settori economici, aree geografiche, orizzonte temporale e profilo di rischio.
Due avvertenze della stessa fonte contano più della definizione. La prima: «diversificare non significa azzerare il rischio». La seconda riguarda la diversificazione ingenua, cioè il possedere molti strumenti simili nello stesso settore o nello stesso mercato: ciò che importa non è la quantità di investimenti, ma quanto differiscono l’uno dall’altro. La tabella che segue è esattamente la misura di quel «quanto differiscono».
Quindici coppie, un solo mercato
Abbiamo scaricato da Borsa Italiana le serie giornaliere di sei azioni quotate su Euronext Milan e calcolato la correlazione fra le loro variazioni percentuali sulle 745 sedute in cui tutte e sei hanno un prezzo, dal 15 agosto 2023 al 10 agosto 2026. Sei titoli danno quindici coppie: sono tutte, in ordine decrescente.
| Coppia | Correlazione dei rendimenti giornalieri |
|---|---|
| Snam e Terna | 0,798 |
| Enel e Terna | 0,630 |
| Enel e Snam | 0,578 |
| Enel e Intesa Sanpaolo | 0,343 |
| Intesa Sanpaolo e Ferrari | 0,303 |
| Eni e Enel | 0,235 |
| Eni e Snam | 0,227 |
| Eni e Terna | 0,193 |
| Enel e Ferrari | 0,183 |
| Intesa Sanpaolo e Terna | 0,121 |
| Eni e Intesa Sanpaolo | 0,118 |
| Intesa Sanpaolo e Snam | 0,081 |
| Ferrari e Snam | 0,049 |
| Ferrari e Terna | 0,049 |
| Eni e Ferrari | −0,011 |
La distanza fra la prima riga e l’ultima è il contenuto dell’avvertenza della Consob sulla diversificazione ingenua, tradotto in numeri. Snam e Terna, due gestori di reti regolate, si muovono insieme con una correlazione di 0,798: comprarle entrambe aggiunge un titolo al portafoglio e quasi nulla alla sua diversificazione. Eni e Ferrari, sulle stesse sedute, hanno una correlazione di −0,011, cioè indistinguibile da zero. La media delle quindici coppie è 0,260: un numero che nasconde entrambi gli estremi e che da solo non direbbe niente.
Anche il legame con l’indice varia moltissimo. Sulle stesse sedute, la correlazione con il FTSE MIB è 0,847 per Intesa Sanpaolo, 0,524 per Enel, 0,474 per Ferrari, 0,250 per Terna, 0,244 per Eni e 0,237 per Snam. Un titolo che pesa molto in un indice ponderato per capitalizzazione tende a muoversi come l’indice per costruzione, e il primo numero della fila è in buona parte questo.
Che cosa succede alla volatilità quando si mettono insieme
La correlazione è astratta; l’effetto che produce no. Abbiamo calcolato la volatilità annualizzata di ciascun titolo — la deviazione standard delle variazioni giornaliere moltiplicata per la radice di 252 — e poi quella di un portafoglio che tenesse i sei titoli in parti uguali, ricostituito a ogni seduta. Sono le stesse 744 variazioni per tutte le righe.
| Che cosa si misura | Volatilità annualizzata |
|---|---|
| Ferrari | 29,67% |
| Intesa Sanpaolo | 23,97% |
| Eni | 22,04% |
| Enel | 18,76% |
| Snam | 16,86% |
| Terna | 16,85% |
| FTSE MIB, stesse sedute | 16,09% |
| I sei titoli in parti uguali, ricostituiti a ogni seduta | 12,80% |
L’ultima riga è il fatto centrale di questa pagina. Il portafoglio dei sei titoli oscilla meno di ciascuno dei sei titoli che lo compongono: 12,80% contro un minimo individuale del 16,85%. Non è una media delle volatilità, ed è per questo che è interessante: la media semplice delle sei volatilità sarebbe del 21,36%. La differenza fra 21,36% e 12,80% è, letteralmente, ciò che la diversificazione ha prodotto su questi titoli in queste sedute.
Due precisazioni che rendono onesto il conto. La prima: un portafoglio ricostituito a ogni seduta non è ciò che fa un risparmiatore, perché comporterebbe operazioni quotidiane, con commissioni e imposte che questo calcolo ignora. La seconda: sullo stesso periodo il portafoglio equipesato si è moltiplicato per 1,6683 e il FTSE MIB per 1,9019. Meno oscillazione non ha significato più rendimento, ed è esattamente ciò che la Consob intende quando scrive che rendimento e rischio sono legati.
Uscire dall’Italia: quanto serve, misurato
La diversificazione geografica è il consiglio più ripetuto e il meno quantificato. Abbiamo confrontato il FTSE MIB con l’indice S&P 500 pubblicato dalla Federal Reserve Bank di St. Louis, sulle 2.476 sedute in cui entrambi gli indici e il cambio della Banca centrale europea hanno un valore, fra il 12 agosto 2016 e il 10 agosto 2026.
| Confronto | Correlazione | Su quante sedute |
|---|---|---|
| FTSE MIB e S&P 500, ciascuno nella propria valuta | 0,516 | 2.475 variazioni |
| FTSE MIB e S&P 500 convertito in euro | 0,440 | 2.475 variazioni |
| Solo il decile peggiore delle sedute del FTSE MIB | 0,482 | 247 variazioni |
La seconda riga contiene una cosa poco intuitiva: convertire l’indice americano in euro abbassala correlazione con l’indice italiano, da 0,516 a 0,440. Il motivo è che il cambio è una terza serie di prezzi, che si muove per conto proprio e che aggiunge al risultato una fonte di variazione non legata alle azioni italiane. Chi investe in dollari partendo dall’euro compra due cose insieme, e il grafico dell’indice ne mostra una sola.
La terza riga va letta con la cautela che merita. Si dice comunemente che nelle cadute le correlazioni salgano; qui, sulle 247 sedute peggiori del FTSE MIB, la correlazione con l’indice americano risulta 0,482, cioè leggermente inferiore allo 0,516 di tutte le sedute. Il confronto però non è equo: selezionare le osservazioni in base ai valori estremi di una delle due serie riduce per costruzione la variabilità di quella serie e modifica la statistica. Riportiamo il numero perché lo abbiamo calcolato, e diciamo che non stabilisce nulla, né a favore né contro l’affermazione comune.
Il cambio è la seconda serie di prezzi
Un investitore in euro che compra un indice in dollari ottiene un risultato che dipende da due cose. Ecco i due effetti separati, sulle stesse 2.476 sedute.
| Misura | Valore | Come si ottiene |
|---|---|---|
| Cambio di riferimento BCE, 12 agosto 2016 | 1,1158 dollari per euro | Letto nella serie giornaliera scaricata |
| Cambio di riferimento BCE, 10 agosto 2026 | 1,1555 dollari per euro | Letto nella serie giornaliera scaricata |
| S&P 500 in dollari | ×3,5499 | Prodotto delle variazioni giornaliere in dollari |
| S&P 500 in euro | ×3,4279 | Prodotto delle variazioni dell’indice diviso il cambio del giorno |
| FTSE MIB | ×3,1571 | Prodotto delle variazioni giornaliere |
| Metà e metà, mai ribilanciato | ×3,2925 | Media dei due moltiplicatori precedenti |
Il cambio ha sottratto 0,1220 punti di moltiplicatore su 3,5499, cioè il 3,44% del risultato in dollari. Su un decennio non è drammatico, e proprio per questo è istruttivo: non è la dimensione a rendere il cambio importante, è il fatto che sia una variabile in più, indipendente dalle società che si sono comprate, e che nessun grafico dell’indice in dollari renda visibile.
Che cosa queste fonti non dicono
- Nessuna ripartizione consigliata.Nessuna delle fonti aperte indica una percentuale fra azioni e obbligazioni, un numero minimo di titoli o una regola di ribilanciamento. La Consob scrive soltanto che una buona diversificazione dev’essere coerente con obiettivi, orizzonte temporale e tolleranza al rischio individuali.
- Nessun dividendo. I prezzi usati non sono corretti per le distribuzioni, quindi tutti i moltiplicatori di questa pagina sono inferiori al risultato che avrebbe ottenuto chi ha incassato i dividendi. Non lo quantifichiamo, perché non abbiamo aperto una serie corretta per i dividendi delle stesse azioni.
- Nessun costo e nessuna imposta. Il portafoglio equipesato ricostituito a ogni seduta richiederebbe operazioni quotidiane. Le commissioni degli intermediari non compaiono in nessuna fonte pubblica verificabile, e le imposte dipendono dalla residenza fiscale.
- Solo tre anni per le sei azioni. Il servizio da cui provengono i prezzi ha restituito 746 sedute per ciascun titolo, dal 15 agosto 2023: nulla di ciò che è scritto qui riguarda periodi precedenti, e tre anni contengono un numero limitato di regimi di mercato.
- Nessuna classe di attivo oltre le azioni. Obbligazioni, immobili, materie prime e liquidità non compaiono, perché non abbiamo aperto per questa pagina serie che li rappresentino. Ogni conclusione qui riguarda la diversificazione dentro il mercato azionario.
- Una correlazione non è una relazione di causa. Misura quanto due serie si sono mosse insieme in un periodo passato. Non dice perché, e non garantisce che continuino a farlo.
Come rifare queste misure da soli
- Scaricate le serie dalle tre fonti collegate in fondo: i prezzi italiani da Borsa Italiana, l’indice americano dalla banca centrale regionale che lo pubblica, il cambio dalla Banca centrale europea.
- Allineate i calendari prima di calcolare qualsiasi cosa. Tre fornitori hanno tre elenchi di giorni di chiusura diversi, e una correlazione calcolata su date disallineate è un numero senza significato.
- Lavorate sulle variazioni percentuali, non sui livelli. Due serie che salgono entrambe hanno sempre una correlazione altissima sui livelli, e non vuol dire nulla.
- Calcolate tutte le coppie, non quelle che vi interessano. Quindici righe stanno in una tabella, e sono il modo più semplice per accorgersi di avere due titoli quasi identici.
- Confrontate la volatilità del portafoglio con la media delle volatilità dei componenti: la differenza è ciò che la diversificazione sta producendo, e si può misurare in ogni momento.
- Se un risultato riguarda un investimento in un’altra valuta, rifate il conto anche nella vostra. La differenza fra 3,5499 e 3,4279 di questa pagina è nata così.
Dove andare adesso
- Analisi fondamentale — i conti delle sei società di cui qui si misurano i prezzi.
- Come investire in azioni in Italia — i costi e le imposte che questi conti non contengono.
- Analisi tecnica — la stessa serie del FTSE MIB, guardata con altri strumenti.
- Tutte le guide sulle azioni — l’indice dell’area, a un clic da qui.
Fonti aperte per questa pagina
Ogni fonte qui sotto è stata aperta e letta il 12 agosto 2026. Verificata il 12 agosto 2026.
- Consob — Educazione finanziaria, «La diversificazione»Usata per: la definizione di diversificazione, l'avvertenza che non azzera il rischio, la nozione di diversificazione ingenua e il richiamo alla coerenza con obiettivi, orizzonte e tolleranza al rischio. Letta il 12 agosto 2026.
- Consob — Educazione finanziaria, «Incertezza e rischio»Usata per: l'affermazione che il risultato di un investimento non è mai certo e che rendimento e rischio sono legati fra loro. Letta il 12 agosto 2026.
- Borsa Italiana — servizio grafici, serie storiche giornaliereUsata per: le 2.560 sedute del FTSE MIB dal 12 agosto 2016 al 10 agosto 2026 e le 746 sedute di ciascuna delle sei azioni dal 15 agosto 2023 all'11 agosto 2026. Letta il 12 agosto 2026.
- Federal Reserve Bank of St. Louis — serie SP500Usata per: le chiusure giornaliere dell'indice S&P 500 scaricate in formato CSV, usate per il confronto internazionale. Letta il 12 agosto 2026.
- Banca centrale europea — cambi di riferimento giornalieri euro/dollaroUsata per: le 7.130 quotazioni giornaliere dal 4 gennaio 1999 all'11 agosto 2026, usate per convertire in euro l'indice americano. Letta il 12 agosto 2026.
Registro delle modifiche
- 12 agosto 2026 — pagina riscritta da zero. Dalla versione precedente sono stati tolti, e non riscritti, i portafogli modello con percentuali per profilo di rischio, la regola del 5% per singolo titolo e le correlazioni fra classi di attivo citate senza alcuna fonte né periodo. Al loro posto ci sono correlazioni calcolate su serie scaricabili, con il periodo e il numero di osservazioni dichiarati, e nessuna ripartizione consigliata.
Domande frequenti
Che cosa dice la Consob sulla diversificazione?▼
Nella pagina di educazione finanziaria dedicata, letta il 12 agosto 2026, la Consob la descrive come «distribuire i propri risparmi tra investimenti diversi, in modo che l'andamento negativo di una parte del portafoglio possa essere compensato, almeno in parte, da risultati migliori di altre componenti», e avverte che «diversificare non significa azzerare il rischio». La stessa pagina mette in guardia dalla diversificazione ingenua: possedere molti strumenti simili nello stesso settore o mercato non è vera diversificazione.
Quanto sono correlate fra loro le azioni italiane?▼
Dipende dalla coppia, e la distanza è enorme. Sui rendimenti giornalieri delle 745 sedute comuni fra il 15 agosto 2023 e il 10 agosto 2026, la correlazione fra Snam e Terna è 0,798, mentre quella fra Eni e Ferrari è −0,011, cioè praticamente nulla. La media delle quindici coppie possibili fra sei titoli è 0,260.
Di quanto scende la volatilità mettendo insieme sei titoli?▼
Sulle stesse 744 variazioni giornaliere, la volatilità annualizzata dei singoli titoli va dal 16,85% di Terna al 29,67% di Ferrari. Un portafoglio che li tenesse tutti e sei in parti uguali, ricostituito a ogni seduta, avrebbe avuto una volatilità annualizzata del 12,80%: meno di ciascuno dei sei componenti e meno del 16,09% del FTSE MIB nello stesso periodo.
Investire anche fuori dall'Italia riduce la correlazione?▼
Sui dati esaminati sì, ma meno di quanto si creda. Sulle 2.476 sedute comuni fra il 12 agosto 2016 e il 10 agosto 2026, la correlazione fra i rendimenti giornalieri del FTSE MIB e quelli dell'indice S&P 500 pubblicato dalla Federal Reserve Bank di St. Louis è 0,516. Convertendo l'indice americano in euro ai cambi di riferimento della Banca centrale europea, scende a 0,440.
Le correlazioni aumentano nei giorni di caduta?▼
Sui dati esaminati non risulta. Prendendo il decile peggiore delle sedute del FTSE MIB, cioè le 247 giornate con il calo maggiore, la correlazione con l'indice americano è 0,482 contro lo 0,516 di tutte le sedute. Questo confronto va però letto con cautela: selezionare le osservazioni in base ai valori estremi di una delle due serie riduce per costruzione la variabilità di quella serie e altera la statistica, quindi il risultato non prova nulla in nessuna delle due direzioni.
Quanto pesa il cambio in un investimento in dollari?▼
Nel periodo esaminato ha ridotto il risultato. Il tasso di riferimento della Banca centrale europea era 1,1158 dollari per euro il 12 agosto 2016 e 1,1555 il 10 agosto 2026. Un investimento nell'indice S&P 500 si è moltiplicato per 3,5499 in dollari e per 3,4279 in euro sulle stesse sedute: il cambio ha sottratto 12,20 punti percentuali di moltiplicazione, ed è una seconda serie di prezzi che nessun grafico in dollari mostra.
Quale ripartizione fra titoli e mercati suggerisce questa pagina?▼
Nessuna. Non c'è una percentuale consigliata, non c'è un numero di titoli raccomandato e non c'è una soglia di ribilanciamento, perché nessuna delle fonti aperte ne indica una e perché non sarebbe una misura ma un consiglio. La Consob scrive che una buona diversificazione dev'essere coerente con obiettivi, orizzonte temporale e tolleranza al rischio individuali.
Questa pagina è consulenza finanziaria?▼
No. Contiene misure fatte su serie scaricabili e le loro fonti; non contiene raccomandazioni, valutazioni né previsioni. Vextor Capital non vende strumenti finanziari, non è un intermediario, non è un consulente finanziario e non è certificata né autorizzata da alcuna autorità di vigilanza.
Vextor Capital non è autorizzata come impresa di investimento ai sensi della direttiva 2014/65/UE, non è iscritta in alcun albo di intermediari, non detiene posizioni nei titoli nominati in questa pagina e non riceve compensi dalle società citate. Nessun collegamento di questa pagina è di affiliazione.