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Analisi fondamentale: i conti di sei società quotate a Milano, rifatti uno per uno

L’analisi fondamentale non comincia da un’opinione ma da un documento che la società ha firmato. Per questa pagina abbiamo aperto i bilanci e i comunicati ufficiali dell’esercizio chiuso il 31 dicembre 2025 di sei società quotate su Euronext Milan — Eni, Enel, Intesa Sanpaolo, Ferrari, Snam e Terna — abbiamo preso i prezzi dell’11 agosto 2026 da Borsa Italiana e abbiamo rifatto i rapporti che si citano tutti i giorni. Ogni divisione è mostrata: chi legge deve poterla rifare, non crederci.

Dove vale, fino a quando, e che cosa questa pagina non è

Giurisdizione: Italia, con un’eccezione dichiarata.Cinque delle sei società sono italiane e redigono il bilancio consolidato secondo i principi contabili internazionali adottati dall’Unione europea. Ferrari N.V. è una società di diritto olandese quotata a Milano e a New York, e per l’esercizio 2025 il documento che abbiamo potuto aprire è il Form 20-F depositato presso l’autorità di vigilanza statunitense: è un documento della società stessa, ma non è lo stesso documento delle altre cinque.

Fino a quando è vero.I dati di bilancio si riferiscono a un esercizio chiuso e non cambieranno; i prezzi sono quelli dell’ultimo contratto dell’11 agosto 2026 e cambiano a ogni seduta. Ogni rapporto che contiene un prezzo va quindi ricalcolato con il prezzo del giorno in cui lo si usa. Tutte le fonti sono state aperte il 12 agosto 2026.

Che cosa questa pagina non è. Le sei società sono materiale di calcolo, scelte perché i loro documenti sono pubblici e leggibili, non per un giudizio su di esse. Non è consulenza, non è una raccomandazione, non è una valutazione e non contiene previsioni. Vextor Capital non vende strumenti finanziari, non è un intermediario, non è un consulente finanziario, non è certificata né autorizzata da alcuna autorità di vigilanza, non detiene posizioni in questi titoli e non riceve compensi da nessuna delle società nominate. Nessun collegamento in questa pagina è di affiliazione.

I numeri come li scrivono le società

Prima di qualunque rapporto, ecco i dati grezzi. Sono presi dai documenti elencati in fondo, tutti riferiti all’esercizio chiuso il 31 dicembre 2025. Gli importi in milioni di euro sono quelli stampati nei prospetti; l’utile è quello di competenza del gruppo, cioè al netto della quota di terzi.

SocietàUtile di gruppo (mln €)Ricavi (mln €)Patrimonio netto di gruppo (mln €)Utile per azione (€)Dividendo per azione (€)Azioni usate per il patrimonio
Eni2.60883.62947.9400,781,053.146.765.114
Enel4.22580.34632.0680,390,4910.166.679.946
Intesa Sanpaolo9.32127.27065.2260,530,37617.413.389.613
Ferrari1.5977.1463.9078,973,615177.278.893
Snam1.2703.8859.2370,3680,30213.355.791.415
Terna1.111,54.0337.791,30,5300,39622.009.992.000

Una precisazione sulla colonna dei ricavi, perché mettere in fila sei numeri non basta a renderli confrontabili. Per Eni sono i ricavi totali, per Enel e Ferrari i ricavi, per Terna il totale dei ricavi, per Snam i ricavi totali; per Intesa Sanpaolo la voce corrispondente sono i proventi operativi netti, perché il conto economico di una banca non ha una riga chiamata ricavi. Confrontare 27.270 con 83.629 non ha alcun significato, e la colonna serve a dare la scala di ciascuna società, non a ordinarle.

L’utile per azione non è l’utile diviso le azioni

È l’errore più diffuso e il più facile da smontare, perché una delle sei società mostra il conto per esteso. Nella nota 12 della sua relazione finanziaria annuale 2025, Terna scrive che l’utile base per azione è pari a 0,530 euro e che «il numeratore è pari a 1.062,8 milioni di euro e corrisponde all’utile netto di Gruppo dell’esercizio (1.111,5 milioni di euro), al netto degli interessi pagati ai titolari delle obbligazioni ibride perpetue subordinate e del relativo effetto fiscale (48,7 milioni di euro), e il denominatore è pari al numero medio ponderato delle azioni in circolazione durante il periodo (2.006.021.989 azioni)».

Chi avesse diviso 1.111,5 milioni per 2.009.992.000 azioni avrebbe ottenuto 0,553 euro invece di 0,530: uno scarto del 4,4% su un numero che poi finisce al denominatore del rapporto prezzo-utili. La ragione è che quelle obbligazioni ibride perpetue stanno contabilmente nel patrimonio netto, ma i loro interessi non spettano agli azionisti ordinari.

Lo stesso meccanismo compare in Eni, con numeri diversi e altrettanto espliciti: la relazione annuale mostra un utile netto di competenza di 2.608 milioni, una remunerazione di obbligazioni subordinate perpetue al netto dell’effetto fiscale di 237 milioni, quindi un «utile netto di competenza Eni per utile semplice» di 2.371 milioni, e un numero medio ponderato di azioni in circolazione di 3.024.753.353. La divisione dà 0,7839, che la società arrotonda a 0,78.

PassaggioTernaEni
Utile netto di gruppo1.111,5 mln €2.608 mln €
Meno la remunerazione degli strumenti ibridi perpetui−48,7 mln €−237 mln €
Numeratore effettivo1.062,8 mln €2.371 mln €
Numero medio ponderato di azioni2.006.021.9893.024.753.353
Utile per azione risultante0,530 €0,78 €

I rapporti, con il prezzo dichiarato accanto

Ora si possono costruire i rapporti. Ogni riga usa il prezzo dell’ultimo contratto dell’11 agosto 2026 pubblicato da Borsa Italiana e i dati di bilancio dell’esercizio 2025: il rapporto prezzo-utili è il prezzo diviso l’utile per azione; il rapporto prezzo-patrimonio è il prezzo diviso il patrimonio netto di gruppo per azione; il rendimento da dividendo è il dividendo per azione diviso il prezzo; il payout è il dividendo per azione diviso l’utile per azione; il ritorno sul capitale proprio è l’utile di gruppo diviso il patrimonio netto di gruppo.

SocietàPrezzo 11/08/2026 (€)Prezzo / utilePrezzo / patrimonioUtile / patrimonioDividendo / utileDividendo / prezzo
Ferrari355,60039,6416,1440,88%40,3%1,02%
Eni24,05030,831,585,44%134,6%4,37%
Enel9,84725,253,1213,18%125,6%4,98%
Terna9,86218,612,5414,27%74,8%4,02%
Snam5,76415,662,0913,75%82,1%5,24%
Intesa Sanpaolo6,83712,901,8314,29%70,9%5,50%

Due righe meritano una lettura lenta, e nessuna delle due è un giudizio. Eni ha un rapporto prezzo-utili di 30,83 e un rapporto prezzo-patrimonio di 1,58: il primo è il secondo più alto della tabella, il secondo è il più basso. Non è una contraddizione, è aritmetica: il ritorno sul capitale proprio di Eni nel 2025 è del 5,44%, il più basso dei sei, e un utile piccolo rispetto al patrimonio rende alto il primo rapporto e basso il secondo contemporaneamente. Ferrari sta all’estremo opposto con un ritorno sul capitale proprio del 40,88% e un rapporto prezzo-patrimonio di 16,14.

La colonna del payout contiene il fatto più scomodo della tabella. Eni ha deliberato per il 2025 un dividendo di competenza di 1,05 euro per azione contro un utile per azione di 0,78: il 134,6%. Enel ha proposto 0,49 euro contro 0,39: il 125,6%. Un dividendo superiore all’utile per azione non è di per sé irregolare e può avere molte cause, dalle riserve accumulate ai flussi di cassa che non passano dal conto economico; è però un fatto che nessuna delle due società nasconde e che chi legge solo il rendimento da dividendo non vede. Vale la pena notare che le due società con il payout oltre il 100% non sono quelle con il rendimento da dividendo più alto: il rendimento più alto della tabella è quello di Intesa Sanpaolo, 5,50%, con un payout del 70,9%. Rendimento e sostenibilità della distribuzione sono due misure diverse e in questa tabella si muovono in ordine diverso.

La capitalizzazione di mercato, e il denominatore che manca

La capitalizzazione è la moltiplicazione più semplice della finanza: prezzo per numero di azioni. Borsa Italiana la pubblica per ogni titolo, ma non dichiara quale numero di azioni stia usando. Si può ricavare, dividendo la capitalizzazione per il prezzo, e confrontare il risultato con quanto la società dichiara nel proprio bilancio. Su sei società l’esito è di due tipi.

SocietàCapitalizzazione pubblicata (€)Azioni implicite (cap ÷ prezzo)Azioni dichiarate in bilancioEsito del confronto
Enel100.111.297.42810.166.679.94610.166.679.946coincide con le azioni emesse
Snam19.371.984.4113.360.857.8093.360.857.809coincide con le azioni emesse
Terna19.822.541.1042.009.992.0002.009.992.000coincide con le azioni emesse
Ferrari63.040.374.351177.278.893193.923.499 emesse, 177.278.893 in circolazionecoincide con le azioni in circolazione
Eni72.822.971.5733.027.982.1863.146.765.114 emessenon corrisponde ad alcun dato che abbiamo trovato
Intesa Sanpaolo120.894.985.54917.682.460.95517.413.389.613 ordinarienon corrisponde ad alcun dato che abbiamo trovato

Quattro conti su sei tornano in modo esatto, e già questo è interessante: per tre società la borsa usa le azioni emesse, per Ferrari quelle in circolazione al netto delle 16.644.606 azioni proprie. Sono due convenzioni diverse applicate nella stessa tabella, e la differenza per Ferrari vale l’8,6% della capitalizzazione. Per Eni e per Intesa Sanpaolo il numero implicito non corrisponde a nessun dato che siamo riusciti a trovare nei rispettivi bilanci: nel primo caso è inferiore di 118.782.928 azioni a quelle emesse, nel secondo è superiore di 269.071.342. Non sappiamo spiegarlo, e lo scriviamo invece di scegliere il numero che ci farebbe comodo.

C’è un caso in cui il conto invece torna in modo elegante ed è utile mostrarlo. Terna comunica un «dividendo complessivo per l’esercizio 2025 di 795.846.910,86 euro pari a 39,62 centesimi di euro per azione in circolazione». Dividendo 795.846.910,86 per 0,3962 si ottengono 2.008.699.926 azioni, cioè 1.292.074 in meno delle 2.009.992.000 emesse: la differenza sono le azioni proprie, che non ricevono il dividendo. Due numeri stampati nello stesso documento e una divisione bastano a ricostruire un terzo numero che il documento non stampa.

Che cosa queste fonti non dicono

Come rifare questi conti da soli

  1. Partite dal documento della società, non da un sito che lo riassume. Ogni fonte elencata in fondo è un collegamento diretto al file pubblicato dalla società.
  2. Trovate la nota sull’utile per azione prima di usare l’utile per azione. È lì che si vede se il numeratore è l’utile netto o qualcosa di più piccolo.
  3. Scrivete accanto a ogni prezzo la data e l’ora del contratto a cui appartiene. Un rapporto prezzo-utili senza data non è controllabile da nessuno, nemmeno da chi lo ha scritto.
  4. Prima di confrontare due società, verificate che i loro esercizi si chiudano nello stesso periodo. Le sei di questa pagina chiudono tutte il 31 dicembre, e non è affatto la regola generale.
  5. Dividete la capitalizzazione pubblicata per il prezzo e confrontate il risultato con le azioni dichiarate in bilancio. Se non tornano, non usate la capitalizzazione senza dirlo.
  6. Rifate almeno una divisione della tabella dei rapporti. Se il risultato non coincide, l’errore è di questa pagina e va segnalato.

Dove andare adesso

Fonti aperte per questa pagina

Ogni fonte qui sotto è stata aperta e letta il 12 agosto 2026. Verificata il 12 agosto 2026.

Registro delle modifiche

Domande frequenti

Da dove vengono i numeri di bilancio di questa pagina?

Dai documenti che le sei società hanno pubblicato loro stesse sull'esercizio chiuso il 31 dicembre 2025: la relazione finanziaria annuale o il comunicato ufficiale sui risultati, aperti il 12 agosto 2026. Per Ferrari N.V. è stato usato il Form 20-F depositato dalla società presso la SEC, perché il bilancio annuale in PDF non era raggiungibile sul sito della società: due indirizzi rispondevano con un errore 403 e gli altri tentativi con un 404.

Che cos'è l'utile per azione e perché non è l'utile diviso le azioni?

Perché parte dell'utile spetta a strumenti diversi dalle azioni ordinarie. Terna lo scrive per esteso nella nota 12 della relazione 2025: il numeratore è 1.062,8 milioni, cioè l'utile netto di Gruppo di 1.111,5 milioni al netto degli interessi pagati ai titolari delle obbligazioni ibride perpetue subordinate e del relativo effetto fiscale, pari a 48,7 milioni; il denominatore è il numero medio ponderato di 2.006.021.989 azioni. La divisione dà 0,530 euro.

Quanto valgono i rapporti prezzo-utili di queste sei società?

Sui prezzi di chiusura dell'11 agosto 2026 e sugli utili per azione dell'esercizio 2025: Ferrari 39,64, Eni 30,83, Enel 25,25, Terna 18,61, Snam 15,66 e Intesa Sanpaolo 12,90. Ogni rapporto è il prezzo diviso l'utile per azione, e ciascun conto è mostrato in pagina.

Il dividendo può superare l'utile per azione?

Sì, e su due delle sei società è successo per l'esercizio 2025. Eni ha deliberato un dividendo di competenza di 1,05 euro per azione contro un utile per azione di 0,78 euro, pari al 134,6% dell'utile per azione; Enel ha proposto 0,49 euro contro 0,39, pari al 125,6%. Un dividendo superiore all'utile per azione non è di per sé irregolare, ma significa che quella parte della distribuzione non è coperta dall'utile dell'esercizio.

Che cosa misura il rapporto fra prezzo e patrimonio netto?

Quante volte il mercato valuta il capitale contabile di una società. Dividendo la capitalizzazione implicita nei prezzi dell'11 agosto 2026 per il patrimonio netto di gruppo al 31 dicembre 2025, diviso il numero di azioni dichiarato dalla società, si ottengono 16,14 per Ferrari, 3,12 per Enel, 2,54 per Terna, 2,09 per Snam, 1,83 per Intesa Sanpaolo e 1,58 per Eni.

La capitalizzazione di mercato pubblicata dalla borsa è verificabile?

Solo in parte. Dividendo la capitalizzazione pubblicata da Borsa Italiana per il prezzo si ricava il numero di azioni usato: per Enel, Snam e Terna coincide esattamente con le azioni emesse dichiarate in bilancio, per Ferrari coincide con le azioni in circolazione al netto di quelle proprie. Per Eni risulta 3.027.982.186 azioni contro 3.146.765.114 emesse e per Intesa Sanpaolo 17.682.460.955 contro 17.413.389.613: due numeri che non siamo riusciti a far corrispondere ad alcun dato del bilancio, e la pagina della borsa non dichiara quale conteggio usi.

Perché non c'è una valutazione con i flussi di cassa scontati?

Perché i suoi ingressi principali — la crescita futura, il tasso di sconto, il valore finale — sono ipotesi e non misure. Un conto costruito su tre ipotesi produce il risultato che le ipotesi contengono, e questa pagina pubblica solo numeri che si possono aprire alla fonte.

Questa pagina dice se queste azioni sono care o convenienti?

No, e non può. Le sei società sono materiale di calcolo, scelte perché i loro documenti sono pubblici e leggibili. Non c'è nessuna raccomandazione, nessuna valutazione e nessuna previsione. Vextor Capital non vende strumenti finanziari, non è un intermediario, non è un consulente finanziario e non è certificata né autorizzata da alcuna autorità di vigilanza.

Vextor Capital non è autorizzata come impresa di investimento ai sensi della direttiva 2014/65/UE, non è iscritta in alcun albo di intermediari, non detiene posizioni nei titoli nominati in questa pagina e non riceve compensi da nessuna delle società citate. Nessun collegamento di questa pagina è di affiliazione.

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