Due mercati, entrambi attivi 24 ore su 24, entrambi accessibili da un computer portatile, eppure profondamente diversi per liquidità, volatilità, regolamentazione e profilo di rischio. Questa guida confronta il forex e le criptovalute lungo ogni dimensione che conta per la tua strategia e il tuo capitale, con un focus sul contesto normativo italiano ed europeo.
Per un investitore italiano la scelta tra forex e criptovalute non è una questione di moda, ma di struttura del mercato. Il forex, ovvero il mercato dei cambi (foreign exchange), esiste per facilitare il commercio internazionale e i flussi di capitale tra valute: euro, dollari, yen, sterline. Le criptovalute sono nate quindici anni dopo come asset digitali nativi della blockchain, con una logica di domanda e offerta completamente diversa. Capire questa differenza di origine aiuta a comprendere perché i due mercati si comportano in modo così divergente in termini di liquidità, volatilità e regolamentazione.
Il punto di partenza per qualsiasi confronto è la dimensione. Il mercato forex muove ogni giorno un volume superiore a 7.500 miliardi di dollari secondo l’ultima rilevazione triennale della Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS). La sola coppia EUR/USD scambia oltre 1.000 miliardi di dollari quotidiani. L’intera capitalizzazione del mercato delle criptovalute, comprese le migliaia di token esistenti, oscilla invece tra 1.000 e 3.000 miliardi di dollari, con un volume di scambi giornaliero che raramente supera i 100 miliardi. Questa asimmetria di scala è la radice di quasi tutte le altre differenze che esamineremo. Se non hai ancora chiaro come funzioni il mercato dei cambi, parti dalla guida Cos’è il Forex e dalla pagina sulle coppie di valute.
È importante chiarire fin da subito il quadro normativo che riguarda il trader retail in Italia. Quando un residente italiano fa trading di forex o di criptovalute con la leva finanziaria, nella stragrande maggioranza dei casi lo fa attraverso Contratti per Differenza (CFD) offerti da broker regolamentati ESMA e autorizzati da CONSOB. Questo significa che non possiede l’asset sottostante, ma scommette sulla sua variazione di prezzo. Per le criptovalute esiste anche la via dello spot, cioè l’acquisto reale del token su un exchange, ma questa modalità rientra in un quadro normativo diverso, segnato dal regolamento MiCA dell’Unione Europea entrato in vigore nel 2024.
La tabella seguente confronta forex e criptovalute lungo dieci dimensioni critiche. La colonna “Vantaggio” indica quale mercato presenta un vantaggio strutturale per la maggior parte dei trader retail, e non necessariamente il rendimento migliore: un mercato più rischioso può offrire ritorni superiori a fronte di un rischio molto più alto. Il vantaggio strutturale riguarda la prevedibilità, le tutele e la facilità di gestione del rischio.
| Fattore | Forex | Crypto | Vantaggio |
|---|---|---|---|
| Volume giornaliero | ~7.500 miliardi USD | ~100 miliardi USD | Forex |
| Orari di mercato | 24/5 (lun–ven) | 24/7/365 | Crypto |
| Volatilità media giornaliera | 0,5–1% (major) | 3–10% (BTC), 10–50%+ (altcoin) | Pari |
| Regolamentazione (UE) | Ben regolamentato (ESMA/CONSOB) | In evoluzione (MiCA) | Forex |
| Leva massima retail UE | 1:30 (ESMA) | 1:2 (CFD ESMA) | Forex |
| Spread tipico (major) | 0,5–2 pip | 0,1–0,5% (CEX) | Pari |
| Proprietà dell’asset | Nessun asset sottostante | Possibile possederlo (spot) | Crypto |
| Rischio di manipolazione | Basso (profondità istituzionale) | Più alto (book sottili) | Forex |
| Copertura dall’inflazione | Specifica per valuta | Asset narrativo (dibattuto) | Pari |
| Dichiarazione fiscale (IT) | Generalmente più semplice | Complessa (tracciamento operazioni) | Forex |
Fonte: elaborazione Vextor Capital su dati BIS Triennial Survey 2022 e regole ESMA · Aggiornato: giugno 2026
La liquidità è la singola differenza strutturale più importante tra forex e criptovalute. Nel forex, la sola EUR/USD scambia oltre 1.000 miliardi di dollari al giorno. L’intera capitalizzazione di Bitcoin è di circa 1.000–2.000 miliardi di dollari, e il volume giornaliero complessivo di tutte le criptovalute resta sotto i 100 miliardi. Questa differenza non è un dettaglio tecnico: determina lo spread che paghi, la qualità dell’esecuzione dei tuoi ordini e l’affidabilità dei tuoi stop-loss.
Cosa significa concretamente la liquidità per le tue operazioni? In un mercato profondo come il forex, ogni ordine trova immediatamente una controparte al prezzo quotato. In un mercato sottile come quello di molte altcoin, un ordine di dimensioni anche modeste può muovere il prezzo del 10% o più, generando slippage e spazzando via gli stop-loss durante i cosiddetti flash crash.
Per il trader retail con conti più piccoli (sotto i 50.000 euro), le differenze di liquidità incidono meno sull’esecuzione, perché gli ordini sono troppo piccoli per muovere il mercato. Ma per gli swing trader, i position trader e chiunque usi stop-loss stretti, la liquidità del forex offre vantaggi strutturali concreti. Su Bitcoin e sulle major forex la liquidità è generalmente sufficiente; è sulle altcoin a bassa capitalizzazione che il rischio di liquidità diventa critico, con book di ordini così sottili da rendere quasi impossibile uscire da una posizione in caduta senza accettare perdite aggiuntive da slippage.
Un aspetto spesso trascurato è il wash trading, ovvero la pratica di gonfiare artificialmente i volumi scambiando contro se stessi. Studi indipendenti hanno stimato che una quota rilevante del volume dichiarato da alcuni exchange crypto non regolamentati sia fittizia. Nel forex, dove le transazioni avvengono attraverso un network interbancario vigilato e ogni operazione è soggetta a reporting verso i regolatori, questo tipo di distorsione è marginale. La profondità del mercato forex, con migliaia di banche e istituzioni che forniscono liquidità, rende la manipolazione strutturalmente difficile.
La volatilità guida sia l’opportunità sia il rischio. La maggiore volatilità delle criptovalute significa potenziali guadagni più ampi, ma anche perdite più rapide e profonde. La tabella seguente mostra la volatilità annualizzata (deviazione standard dei rendimenti giornalieri moltiplicata per la radice di 252) e i massimi drawdown storici. Il drawdown è la perdita dal picco massimo al minimo successivo: è la misura più onesta di quanto può fare male un asset.
| Asset | Volatilità annua | Max drawdown storico |
|---|---|---|
| EUR/USD | ~6–8% | ~15% |
| GBP/USD | ~7–9% | ~20% |
| USD/JPY | ~6–8% | ~15% |
| Bitcoin (BTC) | ~60–80% | ~77% |
| Ethereum (ETH) | ~80–100% | ~85% |
| Altcoin (media) | ~100–200%+ | ~90%+ |
I numeri parlano chiaro. EUR/USD ha una volatilità annualizzata intorno al 6–8% e raramente un drawdown supera il 15–20% nell’arco di un anno. Bitcoin, al contrario, annualizza una volatilità del 60–80% e ha conosciuto drawdown del 77% e oltre nei suoi cicli storici, mentre le altcoin a piccola capitalizzazione hanno regolarmente perso il 90% o più del loro valore. Questo significa che un portafoglio crypto può dimezzarsi in poche settimane in modo del tutto fisiologico, mentre una simile escursione su una coppia forex principale rappresenterebbe un evento eccezionale.
La regolamentazione determina quali tutele hai quando qualcosa va storto: insolvenza del broker, manipolazione del mercato, violazioni dei dati o frode. Il contrasto tra forex e criptovalute, nel contesto italiano ed europeo, è netto. Comprendere queste tutele è parte integrante della gestione del rischio valutario.
In Italia i broker forex che servono clienti retail devono essere autorizzati e vigilati dalla CONSOB e rispettare le misure adottate da ESMA a livello europeo. Gli obblighi principali includono:
La regolamentazione crypto varia notevolmente da giurisdizione a giurisdizione e sta ancora maturando:
Per il trader italiano la conseguenza pratica è chiara: prima di aprire un conto, verificare sempre che il broker forex sia presente nell’albo CONSOB e che l’exchange crypto sia conforme al regolamento MiCA. Approfondisci queste misure direttamente sulle fonti dei regolatori: CONSOB · ESMA · Banca d’Italia.
Il forex chiude ogni fine settimana, dal venerdì sera al domenica sera (ora di New York). Le criptovalute non chiudono mai. Entrambi gli approcci hanno vantaggi e svantaggi a seconda del tuo stile di vita e della tua strategia. Per un trader italiano gli orari più liquidi del forex coincidono con la sessione di Londra (09:00–18:00 CET) e con il suo overlap con New York (15:00–18:00 CET).
Vantaggi
Svantaggi
Vantaggi
Svantaggi
La continuità del mercato crypto è ingannevole. Sembra un vantaggio poter operare sempre, ma in pratica nessun essere umano può monitorare il mercato 24 ore su 24. I movimenti più violenti delle criptovalute avvengono spesso di notte o nel weekend, proprio quando i mercati tradizionali sono chiusi e la liquidità è più sottile. Per questo la disciplina nell’uso di stop-loss e di un corretto dimensionamento della posizione è ancora più cruciale nel crypto che nel forex.
Il rischio va oltre i movimenti di prezzo. Di seguito una scomposizione completa di tutte le categorie di rischio che contano per i trader in entrambi i mercati. Distinguere queste categorie aiuta a capire perché due asset con volatilità simile possano avere profili di rischio totale molto diversi.
| Categoria di rischio | Forex | Crypto |
|---|---|---|
| Rischio di mercato | Moderato — guidato dalla macro, relativamente prevedibile | Alto — guidato dal sentiment, molto imprevedibile |
| Rischio di liquidità | Molto basso — il mercato più profondo al mondo | Moderato-alto — book sottili per le altcoin |
| Rischio di controparte | Basso — broker regolamentati con fondi segregati | Moderato-alto — hack ed insolvenze di exchange |
| Rischio regolamentare | Basso — quadro UE consolidato (ESMA/CONSOB) | Alto — le regole cambiano rapidamente (MiCA) |
| Rischio di manipolazione | Basso — 7.500 mld/giorno scoraggiano la manipolazione | Moderato — wash trading e pump & dump frequenti |
| Rischio tecnologico | Basso — infrastruttura broker matura | Moderato — bug negli smart contract, exploit dei bridge |
Il rischio di controparte merita un’attenzione particolare. Nel forex regolamentato, i fondi del cliente sono segregati e tutelati. Nel crypto, salvo gli exchange pienamente conformi a MiCA, il capitale lasciato sull’exchange è esposto a hack, insolvenze e blocchi dei prelievi. I casi Mt. Gox, Celsius e FTX hanno dimostrato che “non sono le tue chiavi, non sono le tue monete” è più di uno slogan: è una descrizione accurata del rischio strutturale. Comprendere la leva è altrettanto centrale; per approfondire, consulta la guida alla leva finanziaria nel forex.
Gli esempi seguenti illustrano come la stessa somma di capitale si comporti diversamente nei due mercati. Tutti i valori sono in euro e ipotizzano un trader retail italiano che opera con un broker regolamentato ESMA.
Supponiamo di aprire una posizione su EUR/USD del valore nominale di 30.000 euro, utilizzando la leva massima retail di 1:30. Il margine richiesto è di 1.000 euro (30.000 ÷ 30). Se EUR/USD si muove a tuo favore dell’1% in una giornata, il guadagno lordo è di circa 300 euro, ovvero il 30% del margine impegnato. Se invece si muove dell’1% contro di te, perdi 300 euro. Una variazione del 3,33% in direzione avversa azzererebbe l’intero margine di 1.000 euro. Questo esempio mostra come la leva amplifichi i risultati: una variazione di prezzo modesta produce un effetto rilevante sul capitale a margine.
Supponiamo ora di acquistare Bitcoin spot per 1.000 euro su un exchange conforme a MiCA, senza leva. Possiedi realmente la frazione di BTC corrispondente. Se Bitcoin si muove del 10% in una giornata, evento del tutto ordinario per questo asset, il valore della tua posizione varia di 100 euro in più o in meno. Senza leva non rischi di perdere più dei 1.000 euro investiti, ma la volatilità intrinseca è tale che un drawdown del 50% nell’arco di poche settimane rientra nel comportamento storico dell’asset. Il rischio qui non è la leva, ma la volatilità del sottostante e il rischio di custodia.
Se invece operi su un CFD crypto presso un broker ESMA con leva 1:2, per una posizione nominale di 2.000 euro su Bitcoin il margine richiesto è di 1.000 euro. Una variazione del 10% del prezzo produce un risultato di 200 euro, pari al 20% del margine. La leva crypto è volutamente bassa (1:2 contro l’1:30 del forex) proprio perché la volatilità del sottostante è molto più alta: a parità di leva, il rischio sarebbe sproporzionato. La protezione dal saldo negativo garantisce comunque che non si possa perdere più del capitale depositato.
Non esiste un mercato universalmente migliore: la scelta dipende dal tuo profilo, dal tempo disponibile, dalla tua tolleranza al rischio e dai tuoi obiettivi. Le due liste seguenti riassumono i criteri di scelta.
Molti trader italiani scelgono di non scegliere affatto, allocando una piccola quota del portafoglio a entrambi i mercati. In questo caso vale la regola d’oro: dedicare alle attività più volatili e meno regolamentate solo capitale che si può permettere di perdere, e mai indebitarsi per fare trading. Prima di tutto questo, conviene padroneggiare le strategie forex fondamentali e i principi di gestione del rischio.
Pur essendo mercati separati, forex e crypto si muovono occasionalmente insieme. Comprendere queste relazioni può aiutare a diversificare l’esposizione o ad aggiungere segnali di conferma, ma con la consapevolezza che si tratta di correlazioni instabili.
Bitcoin ha storicamente mostrato una correlazione negativa con il DXY (r tra -0,5 e -0,7 nelle fasi di trend). Quando il dollaro si rafforza, gli asset rischiosi inclusi BTC tendono a scendere. Questa relazione si è intensificata nel 2022, quando la Federal Reserve ha alzato i tassi in modo aggressivo, facendo coincidere i massimi del DXY con i minimi di BTC. Tuttavia la correlazione si è in gran parte dissolta nel 2024–2025, a riprova della sua instabilità.
Negli ambienti “risk-off” (panico di mercato, timori di recessione), sia il dollaro sia lo yen si rafforzano, mentre crypto, dollaro australiano e neozelandese scendono. Si crea così un parallelo approssimativo in cui essere long su JPY/USD è il posizionamento “sicuro” in termini sia forex sia crypto. Al contrario, le fasi “risk-on” favoriscono simultaneamente AUD, NZD, valute ad alto rendimento e criptovalute.
Durante i periodi di alta inflazione, sia le crypto (narrativa dell’“oro digitale”) sia le valute legate alle materie prime (AUD, CAD) possono beneficiarne. L’ondata inflazionistica del 2021 ha visto BTC raggiungere i massimi storici mentre l’AUD si rafforzava sulla domanda di materie prime: un raro periodo di performance parallela che non si è ripetuto in modo affidabile.
Un asset più volatile non è automaticamente più redditizio. La volatilità amplifica sia i guadagni sia le perdite. Molti principianti scelgono le crypto proprio per le oscillazioni ampie, salvo poi scoprire che senza un metodo l’alta volatilità accelera semplicemente la distruzione del conto.
Applicare leva elevata a un asset già molto volatile è una delle vie più rapide verso l’azzeramento del conto. ESMA limita la leva crypto CFD a 1:2 proprio per questo. Diffidare dei broker offshore che offrono 100:1 sulle crypto: la combinazione di alta volatilità e alta leva è letale per il capitale retail.
Il rischio di controparte crypto è reale. I casi Mt. Gox, Celsius e FTX hanno mostrato cosa accade quando un exchange diventa insolvente o subisce un hack. Non lasciare sull’exchange più capitale del necessario per operare; per le posizioni di lungo periodo valutare la self-custody.
In Italia il broker forex deve essere autorizzato da CONSOB e l’exchange crypto conforme a MiCA. Operare con intermediari non regolamentati significa rinunciare alla segregazione dei fondi, alla protezione dal saldo negativo e a qualsiasi tutela in caso di insolvenza. Verificare sempre l’autorizzazione prima di depositare.
Sia i guadagni forex sia le plusvalenze crypto sono tassati al 26% in Italia, con obblighi di monitoraggio per le cripto-attività. Trascurare il quadro RW o non tracciare le operazioni può generare sanzioni. Tenere un registro accurato e rivolgersi a un commercialista prima di iniziare.
Il forex chiude nel fine settimana, ma il mondo no. Eventi geopolitici o decisioni di banche centrali nel weekend possono produrre ampi gap all’apertura del lunedì, oltre la barriera dello stop-loss. Ridurre l’esposizione overnight e durante il weekend è una pratica prudente per chi mantiene posizioni con leva.
Il forex è di gran lunga più liquido. Il mercato valutario scambia circa 7.500 miliardi di dollari al giorno (dati BIS, Triennial Survey 2022), il che lo rende il mercato finanziario più grande del mondo. L’intera capitalizzazione del mercato crypto resta sotto i 3.000 miliardi di dollari e il volume giornaliero supera raramente i 100 miliardi: una frazione del forex. Coppie principali come EUR/USD offrono liquidità praticamente illimitata per il trader retail, con spread strettissimi ed esecuzione immediata. Per un investitore italiano questo significa stop-loss che scattano in modo affidabile e minore slippage anche sugli ordini più grandi rispetto a molte altcoin.
Le criptovalute sono drammaticamente più volatili. Le coppie forex principali si muovono tipicamente dello 0,5–1% al giorno, mentre Bitcoin può oscillare del 5–15% in una singola giornata e le altcoin possono variare del 50% e oltre in poche ore. Il forex conosce eventi di alta volatilità occasionali, come decisioni della BCE o della Federal Reserve e shock geopolitici, ma la volatilità quotidiana resta molto inferiore a quella crypto. Su base annualizzata EUR/USD si attesta intorno al 6–8%, mentre Bitcoin viaggia sul 60–80%. Questa differenza ha conseguenze dirette sul dimensionamento della posizione e sull’ampiezza degli stop-loss che un trader italiano deve impostare.
Il forex è molto meglio regolamentato. In Italia e nell’Unione Europea i broker forex operano tramite CFD sotto le regole ESMA e devono essere autorizzati e vigilati da CONSOB, con requisiti patrimoniali rigorosi, segregazione dei fondi dei clienti e protezione dal saldo negativo. La regolamentazione crypto è in rapida evoluzione: il regolamento MiCA (in vigore dal 2024) rappresenta il primo quadro organico europeo, ma a livello globale molti exchange operano ancora in zone grigie. Il collasso di FTX nel 2022, con oltre 8 miliardi di dollari di fondi dei clienti svaniti, ha mostrato cosa accade in assenza di tutele equivalenti a quelle del forex regolamentato europeo.
Alcuni broker offrono entrambi, ma le piattaforme dedicate servono meglio ciascun mercato. Diversi broker forex regolamentati ESMA propongono CFD su criptovalute accanto alle coppie valutarie, con leva limitata a 1:2 per i CFD crypto. Tuttavia l’acquisto spot di criptovalute, cioè la proprietà reale dell’asset, avviene su exchange dedicati, mentre lo spot forex richiede un broker forex specifico. Per un trader italiano la scelta dipende dall’obiettivo: per i CFD su entrambi i mercati con un unico conto serve un broker autorizzato da CONSOB; per detenere realmente bitcoin o ether serve un exchange conforme al regolamento MiCA. Verificare sempre l’autorizzazione prima di depositare capitale.
Nel quadro regolamentato europeo il forex offre la leva più elevata. Per i clienti retail, ESMA fissa la leva massima a 1:30 sulle coppie valutarie principali, mentre i CFD su criptovalute sono limitati a 1:2. Negli Stati Uniti la leva forex retail arriva a 50:1 (regole NFA), e alcuni broker offshore offrono leve molto superiori, ma non offrono le tutele europee. Per il trader italiano è fondamentale ricordare che la leva amplifica sia i guadagni sia le perdite: a 1:30 una variazione avversa del 3,33% azzera il margine. Proprio per questo ESMA impone la protezione dal saldo negativo, così che non si possa perdere più del capitale depositato. La leva non è un vantaggio gratuito, ma un moltiplicatore di rischio.
Il forex opera 24 ore su 24 per cinque giorni alla settimana, dalla domenica sera al venerdì sera (ora di New York), chiudendo nel fine settimana. Le criptovalute si scambiano 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno, senza interruzioni: weekend, festività e ore notturne incluse. Per il trader italiano questo significa che le posizioni forex restano esposte al gap del lunedì se nel weekend accadono eventi rilevanti, mentre le posizioni crypto possono subire crolli alle tre del mattino mentre si dorme. La disponibilità continua delle criptovalute è quindi sia un’opportunità sia un rischio, perché richiede gestione del rischio automatizzata tramite stop-loss e dimensionamento prudente, dato che nessuno può monitorare il mercato senza sosta.
Il forex è generalmente più adatto ai principianti per via della migliore regolamentazione, dei limiti di leva imposti da ESMA, della maggiore disponibilità di risorse educative e della minore volatilità quotidiana. Detto questo, secondo i dati pubblicati dai broker regolamentati il 74–89% dei conti retail forex perde denaro: il rischio resta elevato. L’accessibilità 24/7 e i requisiti di capitale ridotti delle criptovalute attraggono molti principianti, ma la volatilità superiore può portare a perdite più rapide e profonde. In entrambi i casi un trader italiano dovrebbe iniziare con un conto demo, studiare la gestione del rischio e operare solo con capitale che può permettersi di perdere, dopo aver verificato che il broker sia autorizzato da CONSOB.
Esistono correlazioni occasionali ma instabili. Bitcoin mostra spesso una correlazione negativa con l’indice del dollaro statunitense (DXY): quando il dollaro si rafforza, BTC tende a scendere, e viceversa. Anche la dinamica risk-on/risk-off lega crypto e forex: nelle fasi di avversione al rischio si rafforzano dollaro e yen, mentre crypto e valute legate alle materie prime (AUD, NZD) si indeboliscono. Queste relazioni non sono stabili e si interrompono di frequente, come accaduto nel 2024–2025 quando la correlazione negativa BTC-DXY si è in gran parte dissolta. Per un trader italiano ciò significa che diversificare tra forex e crypto offre benefici limitati nei momenti di stress sistemico, quando le correlazioni tendono a convergere verso il risk-off.
In Italia i guadagni da forex tramite CFD sono classificati come redditi diversi di natura finanziaria e soggetti a un’imposta sostitutiva del 26% (D.Lgs. 461/1997 e successive modifiche). Anche le plusvalenze su cripto-attività sono soggette ad aliquota del 26%, con regole specifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2023 in merito alla soglia di rilevanza e al monitoraggio fiscale. La differenza pratica è che il forex CFD è generalmente più semplice da dichiarare, mentre la fiscalità crypto può richiedere il tracciamento di ogni operazione e la compilazione del quadro RW per il monitoraggio. La materia evolve: questa è una sintesi informativa e non una consulenza fiscale. Consultare sempre l’Agenzia delle Entrate o un commercialista per la propria situazione specifica.
Sì, il rischio di controparte è significativamente più alto sugli exchange crypto rispetto ai broker forex regolamentati. Un broker forex autorizzato da CONSOB e regolamentato ESMA deve tenere i fondi dei clienti segregati rispetto al proprio patrimonio operativo e, nel Regno Unito, schemi come FSCS coprono fino a 85.000 sterline in caso di insolvenza; nell’UE esistono schemi di indennizzo analoghi. Gli exchange crypto, salvo quelli pienamente conformi a MiCA, hanno storicamente offerto tutele incoerenti: hack, insolvenze e blocchi dei prelievi hanno colpito utenti in tutto il mondo, come nei casi Mt. Gox, Celsius e FTX. Per limitare questo rischio, un trader italiano dovrebbe usare exchange conformi a MiCA, abilitare la custodia in self-custody quando possibile ed evitare di lasciare sull’exchange più capitale del necessario.
CONSOB – Avvertenze CFD e Forex ↗
Albo dei broker autorizzati e avvertenze sui rischi del forex per investitori retail italiani
ESMA – Misure di protezione retail CFD ↗
Limiti di leva, protezione dal saldo negativo e quadro MiCA sulle cripto-attività
Banca d’Italia – Educazione Finanziaria ↗
Risorse educative della Banca d’Italia per investitori e risparmiatori
BCE – Politica Monetaria ↗
Decisioni BCE sui tassi che influenzano le coppie EUR e il sentiment di mercato
BIS – Triennial Central Bank Survey ↗
Rapporto BIS 2022 sul volume e l’attività del mercato forex globale
Agenzia delle Entrate ↗
Regole fiscali su redditi finanziari, plusvalenze crypto e monitoraggio quadro RW