Un calendario economico serve a due cose, e la seconda quasi nessuno la usa
La prima è ovvia: sapere quando esce un dato. La seconda è più utile e quasi sempre ignorata: sapere a che cosa si riferisce il dato che esce oggi, e quanto tempo è passato da allora. Fra la fine del periodo di riferimento e la pubblicazione passano, sui comunicati italiani aperti per questa pagina, da dodici a cinquantanove giorni. E lo stesso dato esce spesso due volte, con numeri diversi. Questa pagina misura quei ritardi su fonti vere, elenca le date del resto del 2026 per le due banche centrali, e mostra un caso in cui il calendario si è semplicemente fermato per due mesi.
Fonti, date, a chi si applica
Le date italianesono quelle stampate in testa a sei comunicati dell’Istat, tutti aperti il 13 agosto 2026. Le date delle banche centrali vengono dal calendario delle riunioni del Consiglio direttivo pubblicato dalla Banca centrale europea e dalla pagina dei calendari del FOMC del Board of Governors, entrambe lette lo stesso giorno. La ricostruzione dell’autunno 2025 viene dalle versioni datate della serie degli occupati non agricoli statunitensi conservate da ALFRED.
Che cosa non è. Non è consulenza, non è un calendario aggiornato automaticamente e non contiene attese di mercato né stime di consenso su nessun dato: quelle sono previsioni di terzi e su questo sito non se ne pubblicano. Le date sono valide alla data di lettura dichiarata e vanno riverificate alla fonte.
Il ritardo, misurato su sei comunicati veri
Ogni comunicato dell’Istat porta in testa tre informazioni: il periodo di riferimento, la data di pubblicazione e la data della prossima diffusione dello stesso dato. Sono tre campi, non un commento: si leggono e si sottraggono. La colonna dei giorni è la distanza fra la fine del periodo di riferimento e la data di pubblicazione, calcolata da noi.
| Comunicato | Periodo | Pubblicato il | Giorni dopo la fine del periodo | Prossima diffusione dichiarata |
|---|---|---|---|---|
| Prezzi al consumo, dati provvisori | luglio 2026 | 31 luglio 2026 | 0 | 1° settembre 2026 |
| Prezzi al consumo, dati definitivi | luglio 2026 | 12 agosto 2026 | 12 | 1° settembre 2026 |
| Stima preliminare del PIL | II trimestre 2026 | 30 luglio 2026 | 30 | 30 ottobre 2026 |
| Occupati e disoccupati, dati provvisori | giugno 2026 | 30 luglio 2026 | 30 | 1° settembre 2026 |
| Commercio con l'estero e prezzi all'import | giugno 2026 | 11 agosto 2026 | 42 | 15 settembre 2026 |
| Conti economici trimestrali | I trimestre 2026 | 29 maggio 2026 | 59 | 1° settembre 2026 |
Il caso estremo è la prima riga: i prezzi al consumo provvisori di luglio 2026 escono il 31 luglio 2026, cioè l’ultimo giorno del mese che descrivono. Il mese non è ancora finito quando il numero è pubblicato: è per questo che si chiama stima preliminare, e per questo cambia. Il caso opposto sono i conti economici trimestrali completi, che escono cinquantanove giornidopo la fine del trimestre.
Quel ritardo ha una conseguenza che vale la pena scrivere per esteso: i dati che escono nella stessa settimana descrivono momenti diversi. L’11 e il 12 agosto 2026, a un giorno di distanza, sono usciti il commercio con l’estero di giugno e i prezzi al consumo di luglio. Metterli sulla stessa riga di un commento è un errore di quaranta giorni, e succede continuamente.
Lo stesso dato, due volte, con due numeri
Nella tabella qui sopra i prezzi al consumo di luglio 2026 compaiono due volte, ed è così che funziona: prima dati provvisori, poi dati definitivi. Le due pubblicazioni non danno sempre lo stesso numero. Per luglio 2026 il NIC è passato da +2,8 per cento a +2,9 per cento su base annua fra il 31 luglio e il 12 agosto, e l’indice armonizzato invece è rimasto a +2,9 per cento in entrambe.
Lo stesso schema vale per il PIL, con tempi diversi: stima preliminare a trenta giorni, conti economici trimestrali a sessanta. Sul primo trimestre 2026 la stima preliminare del 30 aprile diceva +0,2 per cento congiunturale, i conti del 29 maggio dicono +0,3. Il dettaglio dei due comunicati sta nella guida su che cos’è il PIL, e quello sui prezzi nella guida su inflazione e deflazione.
La regola operativa che ne discende è una sola, e va scritta accanto a ogni numero: indicare da quale pubblicazione viene. Non basta il mese di riferimento, perché lo stesso mese ha due o tre versioni. Serve la data di pubblicazione.
Le date delle due banche centrali fino a dicembre
A differenza dei dati statistici, le riunioni sono calendarizzate con anni di anticipo. Ecco le voci rimanenti del 2026 per la Banca centrale europea e per la Federal Reserve, nell’ordine in cui cadono.
| Organo | Data | Nota |
|---|---|---|
| Consiglio direttivo della BCE, politica monetaria | 9 e 10 settembre 2026 | Ospitata dalla Deutsche Bundesbank a Berlino; conferenza stampa il secondo giorno |
| Consiglio direttivo della BCE, riunione non di politica monetaria | 30 settembre 2026 | In collegamento; non riguarda i tassi |
| FOMC | 15 e 16 settembre 2026 | Con Summary of Economic Projections |
| FOMC | 27 e 28 ottobre 2026 | Senza proiezioni |
| Consiglio direttivo della BCE, politica monetaria | 28 e 29 ottobre 2026 | A Francoforte |
| Consiglio direttivo della BCE, riunione non di politica monetaria | 25 novembre 2026 | A Francoforte; il giorno dopo si riunisce il Consiglio generale |
| FOMC | 8 e 9 dicembre 2026 | Con Summary of Economic Projections |
| Consiglio direttivo della BCE, politica monetaria | 16 e 17 dicembre 2026 | A Francoforte |
Due avvertenze pratiche. La prima: nel calendario della BCE le riunioni non di politica monetariastanno nella stessa lista di quelle sui tassi, e confonderle produce l’attesa di una decisione in un giorno in cui non è prevista. La seconda: per il FOMC, oltre alla riunione c’è una seconda data che si può calcolare — i verbali escono ventun giorni dopo il secondo giorno di riunione in sedici casi su diciassette misurati. Applicando la stessa aritmetica alle riunioni rimanenti del 2026 si ottiene il 19 agosto per quella di luglio, il 7 ottobre per quella di settembre, il 18 novembre per quella di ottobre e il 30 dicembre per quella di dicembre. Sono nostre estrapolazioni di una regolarità misurata, non date pubblicate: al 13 agosto 2026 il calendario non le riporta ancora.
Un terzo tipo di appuntamento, meno noto: gli indici PMI. La pagina delle pubblicazioni di S&P Global dichiara nella propria intestazione che «PMI data are released monthly, in advance of comparable official economic data», ed elenca ogni uscita con l’orario in UTC. Il 5 agosto 2026, per esempio, l’indice dei servizi statunitense è uscito alle 13:45 UTC e l’indice composito globale alle 15:00 UTC. Il dettaglio su che cosa quegli indici misurano sta nella guida sull’ indice PMI.
Quando il calendario si ferma
Un calendario è una promessa, e le promesse a volte non vengono mantenute. Nell’autunno 2025 la pubblicazione mensile degli occupati non agricoli statunitensi si è interrotta, e la cosa si ricostruisce con precisione perché le versioni datate del file sono conservate: basta chiedere il file «come era» in un giorno preciso e guardare qual è l’ultimo mese che contiene.
| Versione del file datata | Ultimo mese contenuto |
|---|---|
| 5 settembre 2025 | agosto 2025 |
| 3 ottobre 2025 | agosto 2025 |
| 7 novembre 2025 | agosto 2025 |
| 14 novembre 2025 | agosto 2025 |
| 21 novembre 2025 | settembre 2025 |
| 5 dicembre 2025 | settembre 2025 |
| 2 gennaio 2026 | novembre 2025 |
Dal 5 settembre al 14 novembre 2025 — oltre due mesi — il file non ha guadagnato un solo mese nuovo. Poi, il 21 novembre, è comparso settembre; e il 2 gennaio 2026 è comparso ottobre, già insieme a novembre. Ottobre 2025 non è mai stato pubblicato da solo come dato del mese.
Nelle serie che nascono dall’indagine sulle famiglie e dalla rilevazione dei prezzi la conseguenza è più radicale: ottobre 2025 non esiste. Il tasso di disoccupazione ha 943 osservazioni mensili dal gennaio 1948 e un solo valore mancante; l’indice dei prezzi al consumo non destagionalizzato ne ha 1.363 dal gennaio 1913 e un solo valore mancante. È lo stesso mese in entrambe.
La lezione operativa non è sul 2025: è sul metodo. Un calendario dice quando un dato è previsto, non quando esce. La verifica di ciò che è uscito davvero si fa sul dato, non sul calendario — e le versioni datate dei file sono lo strumento che permette di farla anche a distanza di anni.
Che cosa queste fonti non dicono
- Non contengono attese né stime di consenso. I comunicati e i calendari ufficiali pubblicano date e dati. Il «consenso degli analisti» che compare nei calendari commerciali è una raccolta di previsioni di terzi, e su questo sito non se ne pubblicano.
- Le date di questa pagina invecchiano.Sono quelle lette il 13 agosto 2026. Ogni comunicato dell’Istat dichiara la propria prossima diffusione: è la fonte da riaprire, non questa pagina.
- I ritardi misurati riguardano sei comunicati, non tutte le statistiche italiane. L’Istat pubblica decine di rilevazioni con calendari propri; quello che si può dire vale per le sei aperte, elencate con i loro indirizzi.
- Non abbiamo raggiunto il calendario delle diffusioni dell’Istat in forma di elenco, né il servizio dati SDMX dell’Istat, che il 13 agosto 2026 reindirizzava a una nota informativa datata 15 novembre 2024. Le date italiane vengono dai singoli comunicati.
- Le pubblicazioni del Bureau of Labor Statistics non sono state lette. Il sito ha risposto 403ai nostri tentativi il 13 agosto 2026: la ricostruzione dell’autunno 2025 viene dalle versioni datate delle serie, non dai comunicati, e la ragione dell’interruzione non compare in questa pagina perché non l’abbiamo letta alla fonte.
Come verificare da soli
- Aprire un comunicato dell’Istat e leggere i tre campi in testa: «Periodo di riferimento», «Data pubblicazione», «Prossima diffusione». Sono lì su ogni comunicato, sempre nello stesso posto.
- Sottrarre la fine del periodo di riferimento dalla data di pubblicazione. È il ritardo vero di quella statistica, e cambia da rilevazione a rilevazione.
- Cercare se dello stesso periodo esiste un secondo comunicato — «dati provvisori» e «dati definitivi», o «stima preliminare» e «conti economici trimestrali» — e confrontare la prima riga dei due.
- Per le riunioni, aprire i due calendari ufficiali e distinguere le voci: nella lista della BCE convivono riunioni di politica monetaria e riunioni che non lo sono.
- Per verificare che cosa è uscito davvero in un giorno passato, chiedere la versione datata di una serie:
alfred.stlouisfed.org/graph/alfredgraph.csv?id=PAYEMS&vintage_date=2025-11-07. L’ultima riga del file dice fin dove arrivavano i dati quel giorno.
Fonti aperte per questa pagina
- Istat — sei comunicati stampa aperti il 13 agosto 2026Prezzi al consumo di luglio 2026 in versione provvisoria e definitiva, stima preliminare del PIL del II trimestre 2026, conti economici trimestrali del I trimestre 2026, occupati e disoccupati di giugno 2026, commercio con l’estero di giugno 2026. Usati per: periodi di riferimento, date di pubblicazione e prossime diffusioni.
- Banca centrale europea — Meetings of the Governing Council and the General CouncilLetta il 13 agosto 2026. Usata per: le riunioni di politica monetaria di settembre, ottobre e dicembre 2026 e per le riunioni non di politica monetaria del 30 settembre e del 25 novembre 2026.
- Federal Reserve Board — FOMC calendars, statements, and minutesLetta il 13 agosto 2026. Usata per: le otto riunioni del 2026, quelle con proiezioni e le date di rilascio dei verbali già pubblicati.
- S&P Global — PMI ReleasesLetta il 13 agosto 2026. Usata per: la frase sull’uscita in anticipo rispetto ai dati ufficiali e per gli orari in UTC delle pubblicazioni del 5 e 6 agosto 2026.
- ALFRED — versioni datate della serie degli occupati non agricoliScaricate il 13 agosto 2026. Usate per: la ricostruzione delle pubblicazioni fra il 5 settembre 2025 e il 2 gennaio 2026.
Registro delle modifiche
- 13 agosto 2026— pagina riscritta da zero. Dalla versione precedente sono stati tolti, e non riscritti: gli elenchi di appuntamenti «tipici» senza date verificate; i riferimenti alle attese di consenso, che sono previsioni di terzi; le indicazioni su come operare intorno alle pubblicazioni, che sono raccomandazioni; e le parole chiave ricavate dallo slug dell’indirizzo. Al loro posto ci sono sei comunicati veri con le loro tre date, il calendario delle riunioni delle due banche centrali fino a dicembre 2026, e la ricostruzione documentata di un’interruzione durata due mesi.
Domande frequenti
Dove si trovano le date vere delle pubblicazioni?▼
Su ogni comunicato, che le porta scritte in testa. Ogni comunicato dell'Istat dichiara tre cose: il periodo di riferimento, la data di pubblicazione e la data della prossima diffusione dello stesso dato. Il comunicato sui prezzi al consumo di luglio 2026, per esempio, è stato pubblicato il 12 agosto 2026 e dichiara come prossima diffusione il 1° settembre 2026. Non serve un calendario di terze parti: la fonte pubblica la propria data successiva.
Quanto tempo passa fra il periodo di riferimento e la pubblicazione?▼
Da dodici a cinquantanove giorni, sui cinque comunicati italiani che abbiamo aperto il 13 agosto 2026. I prezzi al consumo definitivi di luglio 2026 escono dodici giorni dopo la fine del mese; il PIL preliminare del secondo trimestre e gli occupati di giugno trenta giorni dopo; il commercio con l'estero di giugno quarantadue giorni dopo; i conti economici trimestrali completi del primo trimestre cinquantanove giorni dopo.
Perché lo stesso dato esce due volte?▼
Perché la prima pubblicazione è fatta con meno informazione. L'Istat pubblica i prezzi al consumo come dati provvisori l'ultimo giorno del mese di riferimento e come dati definitivi circa due settimane dopo; il PIL come stima preliminare a trenta giorni e come conti economici trimestrali a sessanta. Le due versioni non coincidono sempre: per luglio 2026 il NIC è passato da +2,8 a +2,9 per cento su base annua.
Quando decide la Banca centrale europea nel 2026?▼
Il calendario delle riunioni del Consiglio direttivo, letto il 13 agosto 2026, indica come riunioni di politica monetaria rimanenti nel 2026 quelle del 9 e 10 settembre, ospitata dalla Deutsche Bundesbank a Berlino, del 28 e 29 ottobre a Francoforte e del 16 e 17 dicembre a Francoforte. La conferenza stampa si tiene sempre il secondo giorno. Lo stesso calendario elenca anche riunioni non di politica monetaria, che non riguardano i tassi.
E la Federal Reserve?▼
Otto riunioni nel 2026, secondo il calendario del Board of Governors letto il 13 agosto 2026: 27-28 gennaio, 17-18 marzo, 28-29 aprile, 16-17 giugno, 28-29 luglio, 15-16 settembre, 27-28 ottobre e 8-9 dicembre. I verbali escono a ventun giorni esatti dal secondo giorno di riunione in sedici casi su diciassette misurati fra il 2024 e il 2026.
È vero che il calendario può saltare?▼
Sì, ed è successo nell'autunno 2025 negli Stati Uniti. Ricostruendo le versioni datate della serie degli occupati non agricoli: la pubblicazione del 5 settembre 2025 arrivava ad agosto 2025, e così anche quelle del 3 ottobre, del 7 novembre e del 14 novembre 2025. Il primo file che contiene settembre 2025 è del 21 novembre; il primo che contiene ottobre 2025 è del 2 gennaio 2026, e lo contiene già insieme a novembre. Nelle serie che vengono dall'indagine sulle famiglie, ottobre 2025 non esiste affatto.
Gli indici PMI escono prima dei dati ufficiali?▼
La pagina delle pubblicazioni di S&P Global lo dichiara nella propria intestazione: «PMI data are released monthly, in advance of comparable official economic data». Le uscite hanno un orario preciso in UTC — per esempio il 5 agosto 2026 alle 13:45 UTC per il PMI dei servizi statunitense e alle 15:00 UTC per l'indice composito globale — e sono elencate una per una nel calendario del sito.
Perché non pubblicate un calendario aggiornato in tempo reale?▼
Perché sarebbe un secondo elenco delle stesse date, e un secondo elenco diverge sempre dal primo. Le date di questa pagina sono quelle lette il 13 agosto 2026 sui comunicati e sui calendari ufficiali, con la data di lettura scritta accanto. Per la data di domani si apre la fonte: ogni comunicato dell'Istat dichiara la propria prossima diffusione, e i calendari di BCE e Federal Reserve pubblicano l'anno intero.
Questa pagina è scritta da una persona sola: non esiste una redazione né un comitato editoriale dietro Vextor Capital, e nessun revisore è indicato perché nessuno ha revisionato questo testo. Le date sono trascritte dai comunicati e dai calendari citati; i giorni di ritardo sono sottrazioni nostre, e la data in cui ogni fonte è stata aperta è dichiarata.