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La frase più ripetuta della macroeconomia si può contare, e il conto cambia con la regola

«La curva invertitapredice la recessione» è probabilmente l’affermazione macroeconomica più citata di tutte, e ha una qualità rara: è verificabile. La serie esiste, è pubblica, è giornaliera e comincia nel 1976. Questa pagina la scarica, la conta per intero e mette accanto la cronologia ufficiale delle recessioni americane. Il risultato non è un sì o un no. È che il numero di inversioni dipende da come si decide che un’inversione è finita, e che sugli stessi dati si ottengono 44, 21, 14 o 9 episodi. Chi pubblica uno di quei numeri senza dire quale regola ha usato non sta riportando un dato: sta riportando una scelta.

Fonti, date, a chi si applica

Le due serie di differenza — dieci anni meno due anni e dieci anni meno tre mesi — sono pubblicate dal servizio FRED della Federal Reserve Bank di St. Louis e derivano dai rendimenti a scadenza costante della tavola H.15 del Board of Governors. Scaricate in formato CSV il 13 agosto 2026; l’ultima osservazione è del 12 agosto 2026 per le differenze e dell’11 agosto 2026 per i livelli. La cronologia delle recessioni è quella del National Bureau of Economic Research, letta lo stesso giorno. Il rendimento italiano è quello per i criteri di convergenza calcolato dalla Banca centrale europea.

Che cosa non è. Non è consulenza finanziaria, non è una raccomandazione, non contiene previsioni di tassi né di recessioni e non contiene il rendimento di alcuna regola operativa, perché nessuna fonte primaria lo pubblica. I conteggi sono nostri e la regola usata è scritta accanto a ciascuno.

Che cosa si sta guardando, con i numeri di oggi

La curva non è una serie storica: è una fotografia di più serie nello stesso momento. Si prendono i rendimenti dei titoli di Stato dello stesso emittente a scadenze diverse e li si dispone in ordine di scadenza. Ecco la fotografia americana dell’11 agosto 2026, presa dalla stessa fonte usata per tutto il resto della pagina.

ScadenzaRendimento a scadenza costante
3 mesi3,89 %
1 anno4,03 %
2 anni4,22 %
5 anni4,39 %
10 anni4,70 %
30 anni5,24 %

Questa curva sale: ogni scadenza rende più della precedente. Le due differenze che si usano per riassumerla in un numero solo si calcolano così: 4,70 − 4,22 = +0,48 punti percentuali fra dieci e due anni, e 4,70 − 3,89 = +0,81 punti percentuali fra dieci anni e tre mesi. Sono le stesse cifre che le due serie di FRED riportano al 12 agosto 2026. Quando una di queste differenze diventa negativa si dice che la curva è invertita: significa soltanto che un titolo con scadenza più lunga rende meno di uno con scadenza più corta.

Una precisazione che quasi sempre manca: la curva non è mai una cosa sola. Può essere invertita fra due e dieci anni e non fra tre mesi e dieci anni, o viceversa, e nella storia della serie è successo entrambe le volte. Al 12 agosto 2026 nessuna delle due è invertita.

Il conteggio, e perché non esiste un numero solo

Contare le giornate è banale: sulla differenza fra dieci e due anni ci sono 12.546 osservazioni dal 1° giugno 1976 al 12 agosto 2026, e 2.049 di esse sono negative, cioè il 16,33 per cento. Sulla differenza fra dieci anni e tre mesi ci sono 11.155 osservazioni dal 4 gennaio 1982 e 1.229 negative, l’11,02 per cento. Questi due numeri non hanno ambiguità.

Contare gli episodiè tutt’altra cosa, perché richiede una decisione: quante giornate non negative servono per dichiarare finito un episodio? Se una sola giornata positiva in mezzo a due anni di inversione spezza l’episodio in due, ne vengono fuori molti; se ne servono tre mesi, ne vengono fuori pochi. Ecco lo stesso identico file contato con quattro regole diverse.

Regola di chiusura dell’episodioEpisodi, 10 anni − 2 anniEpisodi, 10 anni − 3 mesi
L'episodio finisce alla prima giornata non negativa4453
Servono 5 giornate non negative per chiuderlo2126
Ne servono 21, circa un mese di borsa1416
Ne servono 63, circa tre mesi di borsa99

Quasi cinque volte più episodi fra la regola più permissiva e quella più severa, sugli stessi dati e nello stesso periodo. Per il resto di questa pagina usiamo la regola dei ventuno giorni, che corrisponde a circa un mese di contrattazione, e lo scriviamo ogni volta. Non è la regola giusta: è una regola dichiarata, il che è l’unica cosa che si può pretendere.

I quattordici episodi, uno per uno, con il picco che li ha seguiti

La colonna «picco NBER successivo» riporta il primo picco del ciclo economico datato dal National Bureau of Economic Research a partire dal mese in cui l’episodio comincia; la colonna «ritardo» è la distanza in mesi fra l’inizio dell’episodio e quel picco. Sono nostre entrambe: la fonte pubblica le due informazioni separatamente e non le mette in relazione.

InizioFineGiornate negativeMinimo raggiuntoPicco NBER successivoRitardo, mesi
18 ago 19781 mag 1980423−2,41 (20 mar 1980)gen 198017
12 set 19805 nov 1981281−1,70 (17 dic 1980)lug 198110
28 dic 198116 lug 1982119−0,71 (18 feb 1982)lug 1990103 — dentro la recessione in corso
13 dic 198829 giu 1989132−0,45 (28 mar 1989)lug 199019
11 ago 19896 nov 198942−0,20 (2 ott 1989)lug 199011
8 mar 199029 mar 199016−0,14 (20 mar 1990)lug 19904
26 mag 199827 lug 199827−0,07 (25 giu 1998)mar 200134
2 feb 200028 dic 2000227−0,52 (7 apr 2000)mar 200113
27 dic 200529 mar 200635−0,16 (23 feb 2006)dic 200724
8 giu 200620 mar 2007185−0,19 (15 nov 2006)dic 200718
3 mag 20075 giu 200718−0,06 (9 mag 2007)dic 20077
27 ago 201929 ago 20193−0,04 (27 ago 2019)feb 20206
1 apr 20224 apr 20222−0,05 (1 apr 2022)nessuno
6 lug 20225 set 2024539−1,08 (3 lug 2023)nessuno

Dalla tabella si leggono cinque cose che nessun riassunto dice.

L’altra curva racconta un’altra storia

La differenza fra dieci anni e tre mesi è la misura preferita da chi lavora sul breve termine, e con la stessa regola dei ventuno giorni produce sediciepisodi invece di quattordici, su una finestra più corta di sei anni. Ecco l’elenco completo.

InizioFineGiornate negativeNota
1 feb 198218 feb 19828Dentro la recessione luglio 1981 – novembre 1982
27 mar 198927 mar 19891Una sola giornata
22 mag 198925 ago 19896014 mesi prima del picco del luglio 1990
27 ott 198928 dic 1989389 mesi prima dello stesso picco
10 set 19985 ott 1998530 mesi prima del picco del marzo 2001
7 apr 200010 apr 20002Due giornate
7 lug 20009 feb 20011348 mesi prima del picco del marzo 2001
17 gen 20061 mar 2006923 mesi prima del picco del dicembre 2007
17 lug 200629 mag 200721817 mesi prima dello stesso picco
20 lug 200727 ago 2007165 mesi prima dello stesso picco
22 mar 201928 mar 2019511 mesi prima del picco del febbraio 2020
13 mag 201910 ott 2019999 mesi prima dello stesso picco
31 gen 20202 mar 202013A cavallo del picco: il picco è datato febbraio 2020
18 ott 202212 dic 2024535Minimo −1,89 il 4 maggio 2023; nessuna recessione dichiarata
26 feb 202515 set 202585201 giorni solari; nessuna recessione dichiarata
16 ott 202516 ott 20251Una sola giornata

Due righe meritano un commento. La prima è quella del 31 gennaio 2020: l’inversione comincia un mese prima del picco datato e finisce un mese dopo. Chiamarla un segnale anticipatore è difficile — è contemporanea all’evento. La seconda è quella del 26 febbraio 2025: ottantacinque giornate negative fra febbraio e settembre 2025, seguite da una singola giornata il 16 ottobre 2025. Questa seconda inversione, per una serie che si è invertita solo sedici volte in quarantaquattro anni, non è stata seguita — al 13 agosto 2026 — da alcuna recessione datata.

Che cosa cambia in un caso diverso.Anche il minimo storico delle due serie cade in momenti diversi: la differenza fra dieci e due anni tocca il minimo il 20 marzo 1980 a −2,41; quella fra dieci anni e tre mesi il 4 maggio 2023 a −1,89. E i massimi sono più distanti ancora: +2,91 il 4 febbraio 2011 per la prima, +5,18 il 26 agosto 1982 per la seconda. Due misure della stessa cosa che raggiungono i loro estremi a quarant’anni di distanza non sono due modi di dire la stessa frase.

E in Italia?

Per l’Italia non esiste, fra le fonti aperte per questa pagina, una serie giornaliera dei rendimenti dei titoli di Stato per scadenza paragonabile alla H.15 americana, quindi non pubblichiamo una curva italiana. Quello che esiste ed è pubblico è il rendimento a dieci anni calcolato dalla Banca centrale europea per i criteri di convergenza, mensile, disponibile per ogni paese dell’Unione: a luglio 2026 vale 3,881 per cento per l’Italia e 3,07 per cento per la Germania. La differenza fra i rendimentidei due paesi, 0,811 punti percentuali, è quello che i giornali chiamano spread — e su quella serie mensile, che comincia nel marzo 1991 con 425 osservazioni comuni, il massimo è 6,949 punti percentuali nell’ottobre 1992 e il minimo 0,135 nel dicembre 1998. Il resto sta nella guida sugli spread di credito.

Va detto con chiarezza che quello non è una curva: è un punto solo della curva di due paesi diversi. Una curva italiana richiederebbe almeno tre scadenze alla stessa data, e la fonte mensile della BCE per i criteri di convergenza ne pubblica una sola.

Che cosa queste fonti non dicono

Come verificare da soli

  1. Scaricare la serie senza chiave né registrazione: fred.stlouisfed.org/graph/fredgraph.csv?id=T10Y2Y. Il file ha due colonne, data e valore, con un punto al posto del valore nei giorni di chiusura.
  2. Contare le righe con valore negativo. Devono essere 2.049 su 12.546 se il file è aggiornato al 12 agosto 2026; se il file è più recente il totale cresce e la percentuale cambia di poco.
  3. Raggruppare le righe negative in episodi e provare due regole diverse — per esempio chiudere un episodio dopo 1 giornata positiva e dopo 21 — e confrontare i due conteggi. È il modo più rapido per convincersi che il numero non è una proprietà dei dati.
  4. Aprire la tavola delle date del ciclo economico sul sito del NBER e prendere la colonna dei picchi. Per ogni episodio, cercare il primo picco successivo alla sua data di inizio e sottrarre i mesi.
  5. Rifare tutto con id=T10Y3Me confrontare le due liste di episodi: le date non coincidono, e questo è il risultato più utile dell’esercizio.

Fonti aperte per questa pagina

Registro delle modifiche

Domande frequenti

Che cos'è esattamente la curva dei rendimenti?

Non è una serie: è un modo di guardare più serie insieme. Si prendono i rendimenti dei titoli di Stato dello stesso emittente a scadenze diverse nella stessa giornata e li si dispone in ordine di scadenza. Per gli Stati Uniti i rendimenti usati qui sono quelli a scadenza costante pubblicati nella tavola H.15 del Board of Governors della Federal Reserve. All'11 agosto 2026 valgono 3,89 per cento a tre mesi, 4,03 a un anno, 4,22 a due anni, 4,39 a cinque, 4,70 a dieci e 5,24 a trent'anni: la curva sale con la scadenza.

Quante volte la curva si è invertita dal 1976?

Fra 44 e 9 volte, a seconda di come si decide che un episodio è finito, e sugli stessi identici dati. Sulla differenza fra dieci e due anni, 12.546 osservazioni giornaliere, se un episodio si chiude alla prima giornata non negativa gli episodi sono 44; se per chiuderlo servono cinque giornate non negative sono 21; se ne servono ventuno, cioè circa un mese di borsa, sono 14; se ne servono sessantatré, circa tre mesi, sono 9. Il numero pubblicato senza la regola non è un dato.

È vero che la curva invertita ha anticipato tutte le recessioni americane?

Nella finestra in cui la serie esiste, sì, e il conto è verificabile: dopo il 1° giugno 1976 il NBER ha datato sei picchi del ciclo — gennaio 1980, luglio 1981, luglio 1990, marzo 2001, dicembre 2007 e febbraio 2020 — e ciascuno di essi è preceduto da almeno un episodio di curva invertita nei ventiquattro mesi precedenti. Ma è vera anche l'affermazione opposta, e conta di più: degli episodi contati con la regola dei ventuno giorni, quattro su quattordici non sono stati seguiti da una recessione entro due anni.

Che cosa è successo all'inversione del 2022-2024?

È la più lunga della serie e finora non è stata seguita da alcuna recessione datata. La differenza fra dieci e due anni è rimasta negativa dal 6 luglio 2022 al 5 settembre 2024 — 792 giorni solari, 539 osservazioni negative, minimo −1,08 punti percentuali il 3 luglio 2023. Dalla fine di quell'episodio al 12 agosto 2026 sono passati 706 giorni e la cronologia del NBER, aggiornata l'ultima volta il 14 marzo 2023, non contiene alcun picco successivo al febbraio 2020.

Dieci anni meno due anni o dieci anni meno tre mesi?

Sono due misure diverse e danno risultati diversi. La differenza fra dieci anni e tre mesi ha 11.155 osservazioni dal 4 gennaio 1982 e 1.229 giornate negative, l'11,02 per cento; quella fra dieci e due anni ne ha 12.546 dal 1° giugno 1976 e 2.049 negative, il 16,33 per cento. Nel 2020 la seconda si è invertita per tre giornate ad agosto 2019, sei mesi prima del picco; la prima si è invertita dal 31 gennaio al 2 marzo 2020, cioè a cavallo del picco stesso. E la differenza fra dieci anni e tre mesi è tornata negativa nel 2025, per 85 giornate fra il 26 febbraio e il 15 settembre.

Vale anche per l'Italia?

Le misurazioni di questa pagina riguardano i titoli di Stato statunitensi, perché è lì che esiste una serie giornaliera lunga cinquant'anni. Per l'Italia il dato pubblico più solido è il rendimento a dieci anni per i criteri di convergenza calcolato dalla Banca centrale europea, che è mensile: a luglio 2026 vale 3,881 per cento per l'Italia e 3,07 per cento per la Germania, con una differenza di 0,811 punti percentuali. Non abbiamo aperto una serie giornaliera dei rendimenti dei BTP per scadenza e quindi non pubblichiamo una curva italiana.

Perché la curva si inverte?

Le spiegazioni che circolano sono ragionamenti, non misurazioni, e questa pagina non ne adotta nessuna. Quello che i dati dicono è che la parte breve della curva si muove più di quella lunga: nell'episodio più profondo della serie, il 20 marzo 1980, la differenza fra dieci e due anni valeva −2,41 punti percentuali. Quello che i dati non dicono è perché. Nessuna delle fonti aperte per questa pagina attribuisce una causa a una singola inversione.

Una curva invertita dice quando comprare o vendere?

No, e non esiste una fonte primaria che pubblichi il rendimento di una regola operativa basata sull'inversione. Quello che questa pagina misura è il ritardo fra l'inizio di un episodio e il picco del ciclo successivo: nei casi in cui un picco è seguito, il ritardo va da 4 a 34 mesi. Un intervallo di trenta mesi non è un segnale operativo, e presentarlo come tale significherebbe pubblicare una previsione.

Questa pagina è scritta da una persona sola: non esiste una redazione né un comitato editoriale dietro Vextor Capital, e nessun revisore è indicato perché nessuno ha revisionato questo testo. I conteggi sono stati fatti sull’intera lunghezza dei file scaricati, non su un sottoinsieme, e la regola di raggruppamento è dichiarata accanto a ogni numero.

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