Due regole che promettono di riconoscere una recessione, contate fino in fondo
Le regole che pretendono di individuare una recessione hanno una proprietà utile: si possono confrontare con una cronologiaufficiale, e quindi si può contare quante volte hanno detto una cosa mentre la cronologia ne diceva un’altra. Questa pagina lo fa per due regole. La prima è quella dei due trimestri negativi, che il National Bureau of Economic Research respinge esplicitamente. La seconda è la regola di Sahm, costruita sul tasso di disoccupazione. Il conto è fatto sull’intera lunghezza delle serie, non su un campione, e ogni errore è elencato con la sua data.
Fonti, date, a chi si applica
Giurisdizione: Stati Uniti.Tutte le misurazioni riguardano l’economia statunitense, perché è l’unica per cui esistono insieme una cronologia ufficiale del ciclo e serie pubbliche abbastanza lunghe da confrontarci. Le fonti sono il National Bureau of Economic Research per la cronologia e la definizione, e il servizio FRED della Federal Reserve Bank di St. Louis per la serie della variazione trimestrale annualizzata del PIL reale prodotta dal Bureau of Economic Analysis e per le due versioni della regola di Sahm. Tutte aperte il 13 agosto 2026.
Che cosa non è.Non è consulenza, non è una raccomandazione, non contiene previsioni e non contiene alcun tasso di successo, perché nessuna fonte primaria ne pubblica e perché con dodici o quattordici casi non si stima una probabilità. Quello che c’è è l’elenco completo dei casi.
Che cosa dice davvero la definizione
Il comitato di datazione del ciclo economico del NBER mantiene la cronologia delle recessioni americane. Non ha alcun ruolo pubblico: è un’istituzione privata di ricerca la cui datazione è diventata lo standard. La definizione che pubblica è questa: una recessione comporta «un declino significativo dell’attività economica diffuso in tutta l’economia e che dura più di qualche mese», e nella sua interpretazione i tre criteri — profondità, diffusione, durata — sono trattati come parzialmente intercambiabili: ciascuno deve essere soddisfatto almeno in qualche misura, ma una condizione estrema rivelata da uno può compensare un’indicazione più debole di un altro.
Il comitato dichiara anche quali misure guarda: reddito personale reale al netto dei trasferimenti, occupati non agricoli, occupazione misurata dall’indagine sulle famiglie, consumi personali reali, vendite dell’industria e del commercio corrette per i prezzi, produzione industriale. E scrive che «non c’è nessuna regola fissa su quali misure contribuiscano all’informazione o su come siano pesate», precisando che negli ultimi decenni il peso maggiore è andato al reddito personale reale al netto dei trasferimenti e agli occupati non agricoli. Questo è il punto di partenza: la definizione ufficiale non contiene nessuna soglia numerica, quindi qualunque regola numerica è un’approssimazione di qualcun altro, e come tale si può misurare.
La regola dei due trimestri, misurata su settantanove anni
La serie della variazione trimestrale annualizzata del prodotto interno lordo reale statunitense contiene 317 trimestri, dal secondo trimestre 1947 al secondo trimestre 2026. I trimestri con variazione negativa sono 45, cioè il 14,2 per cento. Gli episodi in cui almeno due trimestri negativi si succedono sono 11. Le recessioni datate che cadono dentro la stessa finestra sono 12. La tabella confronta le due liste, riportando per ogni recessione la successione delle variazioni trimestrali dal trimestre di picco a quello di minimo, come li data il NBER.
| Recessione, dal trimestre di picco a quello di minimo | Variazioni trimestrali annualizzate del PIL reale | Due trimestri consecutivi negativi? |
|---|---|---|
| 1948Q4 → 1949Q4 | +0,5 · −5,4 · −1,4 · +4,2 · −3,3 | sì |
| 1953Q2 → 1954Q2 | +3,1 · −2,2 · −5,9 · −1,9 · +0,4 | sì |
| 1957Q3 → 1958Q2 | +4,0 · −4,1 · −10,0 · +2,7 | sì |
| 1960Q2 → 1961Q1 | −2,1 · +2,0 · −5,0 · +2,7 | no |
| 1969Q4 → 1970Q4 | −1,9 · −0,6 · +0,6 · +3,7 · −4,2 | sì |
| 1973Q4 → 1975Q1 | +3,9 · −3,4 · +1,0 · −3,7 · −1,5 · −4,8 | sì |
| 1980Q1 → 1980Q3 | +1,3 · −8,0 · −0,5 | sì |
| 1981Q3 → 1982Q4 | +4,9 · −4,3 · −6,1 · +1,8 · −1,5 · +0,2 | sì |
| 1990Q3 → 1991Q1 | +0,3 · −3,6 · −1,9 | sì |
| 2001Q1 → 2001Q4 | −1,3 · +2,5 · −1,6 · +1,1 | no |
| 2007Q4 → 2009Q2 | +2,5 · −1,7 · +2,4 · −2,1 · −8,5 · −4,5 · −0,7 | sì |
| 2019Q4 → 2020Q2 | +2,8 · −5,2 · −28,0 | sì |
Due falsi negativi. Nella recessione fra il secondo trimestre 1960 e il primo trimestre 1961 le variazioni si alternano: −2,1, +2,0, −5,0, +2,7. Non ci sono due trimestri negativi consecutivi, eppure il NBER data una recessione di dieci mesi. Nel 2001 succede lo stesso: −1,3, +2,5, −1,6, +1,1. Il NBER cita il 2001 nelle proprie domande frequenti — «in 2001, for example, the recession did not include two consecutive quarters of decline in real GDP» — ma non cita il 1960: quello lo abbiamo trovato contando.
Un falso positivo.Degli undici episodi di due o più trimestri negativi consecutivi, dieci cadono dentro una recessione datata. Il primo della serie, secondo e terzo trimestre 1947, no: la recessione più vicina comincia nel novembre 1948, quindici mesi dopo la fine dell’episodio.
E un caso in cui la regola funziona per caso. Nel 2020 due trimestri consecutivi negativi ci sono, −5,2 e −28,0. Ma il picco è datato al mese di febbraio 2020 e il minimo ad aprile 2020: la recessione dura due mesi, ed è la più breve dell’intera cronologia dal 1854. Una regola che ragiona per trimestri non ha la risoluzione per distinguere una recessione di due mesi da una di sei: la riconosce a posteriori, non la descrive.
Sommando: su ventitré confronti — undici episodi più dodici recessioni — la regola sbaglia tre volte. Non è un disastro, ed è esattamente questo il motivo per cui la regola sopravvive. Ma chi la usa deve sapere che due delle dodici recessioni americane del dopoguerra le sarebbero sfuggite, e che una delle due è quella del 2001, cioè una delle più discusse. Il conto per intero della cronologia sta nella guida sui cicli economici.
La regola di Sahm, e i suoi quattordici episodi
La seconda regola misurata qui è più recente e più precisa nella formulazione. La scheda della serie su FRED la definisce così: segnala l’inizio di una recessione quando la media mobilea tre mesi del tasso di disoccupazione U-3 sale di 0,50 punti percentuali o più rispetto al minimo delle medie a tre mesi dei dodici mesi precedenti. Il pregio rispetto alla regola dei due trimestri è che lavora su un dato mensile, pubblicato con circa una settimana di ritardo e che non viene rivisto se non per i fattori stagionali una volta l’anno.
Ne esistono due versioni, e la differenza fra le due è il punto di questa sezione. Quella «in tempo reale» è calcolata con i dati che erano disponibili in ciascun mese; quella «corrente» con i dati di oggi. La prima ha 800 osservazioni mensili dal dicembre 1959; la seconda 929 dal marzo 1949. Nella versione in tempo reale i mesi con valore pari o superiore a 0,50 sono 177 su 800, cioè il 22,15 per cento, raggruppati in quattordici episodi.
| Inizio dell’episodio | Mesi sopra soglia | Rispetto alla recessione | Nota |
|---|---|---|---|
| dicembre 1959 | 2 | fuori | Picco datato aprile 1960: quattro mesi dopo |
| agosto 1960 | 16 | dentro | La recessione era cominciata ad aprile |
| ottobre 1969 | 1 | fuori | Picco datato dicembre 1969: due mesi dopo |
| febbraio 1970 | 21 | dentro | Recessione in corso |
| marzo 1974 | 1 | dentro | Recessione cominciata a novembre 1973 |
| luglio 1974 | 19 | dentro | Stessa recessione |
| novembre 1976 | 1 | fuori | Picco successivo a gennaio 1980: 38 mesi dopo |
| aprile 1980 | 13 | dentro | Recessione cominciata a gennaio 1980 |
| novembre 1981 | 20 | dentro | Recessione cominciata a luglio 1981 |
| novembre 1990 | 25 | dentro | Recessione cominciata a luglio 1990 |
| giugno 2001 | 17 | dentro | Recessione cominciata a marzo 2001 |
| aprile 2008 | 26 | dentro | Recessione cominciata a dicembre 2007 |
| aprile 2020 | 12 | dentro | Recessione di febbraio-aprile 2020 |
| luglio 2024 | 3 | fuori | Nessuna recessione datata al 13 agosto 2026 |
Il risultato più importante è nella terza colonna: dieci episodi su quattordici cominciano quando la recessione, secondo la cronologia, era già in corso. Non sono anticipazioni: sono conferme. Dei quattro che cominciano fuori da una recessione, tre precedono un picco di uno, due o quattro mesi — un anticipo che, confrontato con i quattro-ventuno mesi che il NBER impiega ad annunciare, è comunque utile — e uno no.
Quell’uno è l’episodio del luglio 2024: la versione in tempo reale segna 0,53 a luglio, 0,57 ad agosto e 0,50 a settembre 2024, poi torna sotto soglia. Al 13 agosto 2026, ventiquattro mesi dopo, la cronologia del NBER — che dichiara «Business cycle data last updated: 03/14/2023» — non contiene alcun picco successivo al febbraio 2020. È l’unico caso, nei sessantasei anni della serie, in cui la regola ha segnalato fuori da una recessione senza che ne seguisse una entro due anni. Il secondo caso simile, il singolo mese del novembre 1976, è stato seguito da un picco trentotto mesi dopo: se trentotto mesi contino come «seguito» lo decide chi legge, non i dati.
Un’anomalia che va dichiarata
Il tasso di disoccupazione statunitense non ha un valore per ottobre 2025: la serie ha 943 osservazioni mensili dal gennaio 1948 e quel mese è l’unico vuoto. La versione in tempo reale della regola di Sahm rispetta il buco e non ha un valore per quel mese. La versione corrente, invece, ha un valore per ottobre 2025, pari a 0,25. Poiché la regola è una media mobile a tre mesi di una serie che per quel mese non esiste, quel numero è stato costruito in qualche modo — e la scheda della serie non dice quale. Non lo abbiamo risolto e non lo abbiamo usato: lo segnaliamo.
Dove stanno oggi i numeri, senza commento
La tabella che segue non è un cruscotto e non produce un verdetto. È l’elenco dei valori più recenti delle grandezze citate in questa pagina, ciascuna con la sua data e con la soglia rispetto a cui viene di solito letta, così che chi legge possa fare da sé il confronto che noi non facciamo.
| Misura | Valore | Soglia di riferimento | Data del dato |
|---|---|---|---|
| Regola di Sahm, versione in tempo reale | −0,03 | 0,50 | luglio 2026 |
| Differenza fra rendimento a 10 anni e a 2 anni | +0,48 punti | 0,00 | 12 agosto 2026 |
| Differenza fra rendimento a 10 anni e a 3 mesi | +0,81 punti | 0,00 | 12 agosto 2026 |
| PIL reale, variazione trimestrale annualizzata | +1,5 % | 0,0 % | secondo trimestre 2026 |
| Occupati non agricoli, variazione mensile | −23 mila | 0 | luglio 2026 |
Una riga merita una precisazione, perché è l’esempio migliore di quanto sia fragile leggere un mese solo: gli occupati non agricoli segnano −23 milaa luglio 2026 nella prima stima, che è anche il valore attuale perché nessuna revisione l’ha ancora toccata. Un mese negativo non è una recessione — nella serie ce ne sono decine fuori da qualunque recessione — ed è per giunta il numero più rivisto di tutti: su trenta mesi confrontati con la loro prima stima, venticinque sono stati corretti al ribasso. Il conto completo sta nella guida su disoccupazione e mercato del lavoro.
Che cosa queste fonti non dicono
- Il NBER non dice mai «siamo in recessione adesso». Data i punti di svolta a posteriori, con un ritardo che nella sua stessa tavola va da quattro a ventuno mesi. Nessuna delle regole di questa pagina colma quel ritardo: lo rende soltanto misurabile.
- Il numero di casi è troppo piccolo per una probabilità. Dodici recessioni, undici episodi di due trimestri negativi, quattordici episodi di Sahm. Chi ricava da questi numeri una percentuale di affidabilità sta estrapolando, non misurando, e qui non lo facciamo.
- Il PIL trimestrale viene rivisto più volte.I valori usati qui sono quelli della serie scaricata il 13 agosto 2026, non quelli pubblicati all’epoca. Con le prime stime alcune delle successioni della tabella erano diverse: il confronto fatto qui è fra la regola e la cronologia di oggi, non fra la regola e ciò che si sapeva allora.
- Non esiste una cronologia italiana equivalente.L’Istat pubblica le variazioni trimestrali del PIL ma non data i cicli; il comitato di datazione dell’area euro del Centre for Economic Policy Research non è stato aperto per questa pagina, e quindi nessuna sua data compare qui.
- Non abbiamo aperto il reddito interno lordo, che il NBER dichiara di pesare quanto il PIL sul trimestre; le stime di probabilità di recessione pubblicate da alcune banche centrali regionali; né gli indici compositi di enti privati, che richiedono registrazione.
Come verificare da soli
- Scaricare la serie del PIL trimestrale:
fred.stlouisfed.org/graph/fredgraph.csv?id=A191RL1Q225SBEA. Contare le righe negative — devono essere 45 su 317 — e poi le sequenze di almeno due negative consecutive. - Aprire la tavola delle date del ciclo del NBER, prendere le colonne dei trimestri di picco e di minimo, e per ciascuna coppia estrarre dalla serie i trimestri compresi. È l’esercizio da cui esce la tabella di questa pagina.
- Scaricare
id=SAHMREALTIMEe contare i mesi con valore maggiore o uguale a 0,50. Poi rifare il conto conid=SAHMCURRENT: i due conteggi non coincidono, e la differenza è quanto la conoscenza retrospettiva cambia il verdetto. - Cercare ottobre 2025 nei due file: in uno il valore manca, nell’altro c’è. È la verifica più rapida del fatto che una serie derivata può contenere più informazione di quella da cui deriva.
- Aprire le domande frequenti del comitato di datazione e cercare la parola «consecutive»: la risposta sulla regola dei due trimestri e quella sul perché il comitato non la accetta stanno una dopo l’altra.
Fonti aperte per questa pagina
- NBER — Business Cycle Dating Procedure: Frequently Asked QuestionsLetto il 13 agosto 2026. Usato per: le quattro ragioni del rifiuto della regola dei due trimestri, la citazione sul 2001 e la tavola dei ritardi di annuncio.
- NBER — Business Cycle DatingLetto il 13 agosto 2026. Usato per: la definizione di recessione, i tre criteri intercambiabili e l’elenco delle misure che il comitato consulta.
- FRED — Real Gross Domestic Product, Percent Change from Preceding Period, SAARSerie del Bureau of Economic Analysis, scaricata il 13 agosto 2026. Usata per: i 317 trimestri, i 45 negativi, gli 11 episodi e le successioni della tabella.
- FRED — Real-time Sahm Rule Recession IndicatorScaricata il 13 agosto 2026 insieme a SAHMCURRENT. Usata per: la definizione riportata alla lettera, le 800 osservazioni, i 177 mesi sopra soglia, i quattordici episodi e l’anomalia di ottobre 2025.
Registro delle modifiche
- 13 agosto 2026— pagina riscritta da zero. Dalla versione precedente sono stati tolti, e non riscritti: la regola dei due trimestri presentata come definizione di recessione; le percentuali di affidabilità attribuite a singoli indicatori senza una fonte che le pubblichi; gli elenchi di segnali «da monitorare» privi di misurazione; e le parole chiave ricavate dallo slug dell’indirizzo. Al loro posto ci sono la definizione del NBER nella sua formulazione, il confronto trimestre per trimestre di tutte e dodici le recessioni del dopoguerra, i quattordici episodi della regola di Sahm con la loro posizione rispetto al ciclo, e un’anomalia della serie derivata dichiarata invece che lisciata.
Domande frequenti
Qual è la definizione ufficiale di recessione?▼
Per gli Stati Uniti è quella del comitato di datazione del ciclo economico del National Bureau of Economic Research, che nella pagina letta il 13 agosto 2026 scrive che una recessione comporta «un declino significativo dell'attività economica diffuso in tutta l'economia e che dura più di qualche mese», e che i tre criteri — profondità, diffusione e durata — sono in qualche misura intercambiabili fra loro: una condizione estrema rivelata da un criterio può compensare parzialmente indicazioni più deboli di un altro. Non c'è nessuna soglia numerica in questa definizione.
Due trimestri consecutivi di PIL negativo non bastano?▼
No, e il NBER spiega perché in quattro punti: non identifica l'attività economica con il solo PIL reale; considera la profondità del calo, perché il PIL può scendere di poco per due trimestri senza che ci sia un picco; lavora principalmente su una cronologia mensile; e sul trimestre dà peso uguale al PIL e al reddito interno lordo, la cui differenza — la discrepanza statistica — è stata particolarmente rilevante nel 2001 e nel 2007-2009.
Quante volte la regola dei due trimestri ha sbagliato?▼
Sui 317 trimestri della serie della variazione trimestrale annualizzata del PIL reale, dal secondo trimestre 1947 al secondo trimestre 2026, ci sono 45 trimestri negativi e 11 episodi di almeno due consecutivi. Uno di questi episodi, il secondo e terzo trimestre 1947, non cade in nessuna recessione datata: è un falso positivo. E delle 12 recessioni datate nella stessa finestra, due non contengono due trimestri consecutivi negativi: quella fra il secondo trimestre 1960 e il primo trimestre 1961, e quella del 2001. In totale la regola sbaglia tre volte su ventitré confronti.
Che cos'è la regola di Sahm?▼
La scheda della serie su FRED la definisce così: segnala l'inizio di una recessione quando la media mobile a tre mesi del tasso di disoccupazione U-3 sale di 0,50 punti percentuali o più rispetto al minimo delle medie a tre mesi dei dodici mesi precedenti. Ne esistono due versioni: una calcolata sui dati disponibili in ciascun mese e una calcolata sui dati odierni. La prima ha 800 osservazioni mensili dal dicembre 1959, la seconda 929 dal marzo 1949.
La regola di Sahm ha mai dato un falso allarme?▼
Nella versione in tempo reale abbiamo contato 177 mesi su 800 con valore pari o superiore a 0,50, raggruppati in 14 episodi. Dieci dei quattordici cominciano quando una recessione era già cominciata secondo la cronologia NBER: sono conferme, non anticipazioni. Dei quattro che cominciano fuori da una recessione, tre sono seguiti da un picco entro quattro mesi, e uno no: quello del luglio-settembre 2024, che al 13 agosto 2026 non è stato seguito da alcuna recessione datata.
Quanto valgono questi indicatori oggi?▼
Al 13 agosto 2026 la regola di Sahm in tempo reale vale −0,03 a luglio 2026, molto sotto la soglia di 0,50, e scende da nove mesi consecutivi. La differenza fra il rendimento del Treasury a dieci anni e quello a due anni vale +0,48 punti percentuali al 12 agosto 2026, cioè la curva non è invertita. Il PIL reale statunitense è cresciuto dell'1,5 per cento annualizzato nel secondo trimestre 2026. Nessuno di questi tre numeri è una previsione e non ne ricaviamo alcuna.
Esiste un equivalente italiano di questa cronologia?▼
Non fra le fonti aperte per questa pagina. Il NBER data il ciclo statunitense; per l'area euro esiste un comitato di datazione presso il Centre for Economic Policy Research, che non abbiamo aperto e di cui quindi non riportiamo alcuna data. Per l'Italia i dati trimestrali del PIL vengono dall'Istat, che pubblica le variazioni ma non data i cicli. Dove manca la cronologia, manca il termine di paragone: non si può contare quante volte una regola ha sbagliato se nessuno dice quando c'è stata una recessione.
Un indicatore che ha sempre funzionato funzionerà ancora?▼
Su questa domanda non c'è nulla da misurare e quindi non c'è nulla da scrivere. Le regolarità storiche riportate qui sono conteggi su popolazioni fra le dodici e le sedici osservazioni: con numeri così non si stima una probabilità. Il risultato utile di questa pagina non è un tasso di successo, che non pubblichiamo, ma l'elenco completo dei casi in cui ciascuna regola ha detto una cosa e la cronologia ne ha detta un'altra.
Questa pagina è scritta da una persona sola: non esiste una redazione né un comitato editoriale dietro Vextor Capital, e nessun revisore è indicato perché nessuno ha revisionato questo testo. I conteggi sono stati fatti sull’intera lunghezza dei file scaricati, e dove un confronto dipende da una scelta — per esempio quale intervallo consideri «seguito da» — la scelta è scritta accanto al numero.