Salta al contenuto principale

«Quando i tassi salgono le azioni scendono» è vero in tre decenni e falso negli altri due

La relazione fra tassi di interesse e mercato azionario è raccontata come una legge, e si può misurare come una correlazione. Confrontando la variazione giornaliera di un indice azionario con quella del rendimento a dieci anni su cinquantacinque anni di dati, il risultato non è una legge: è un numero che cambia segno a metà della serie. Negativo negli anni Settanta, Ottanta e Novanta; positivo negli anni Duemila e Duemiladieci; quasi nullo oggi. Questa pagina mostra il conto per ogni decennio, con il numero di giornate su cui è calcolato.

Fonti, date, a chi si applica

Le seriesono il rendimento del Treasury a dieci anni a scadenza costante, che deriva dalla tavola H.15 del Board of Governors, e l’indice Nasdaq Composite prodotto da Nasdaq OMX; entrambe sono distribuite da FRED e sono state scaricate il 13 agosto 2026. Le giornate in cui entrambe hanno un valore sono 13.853, dal 5 febbraio 1971 all’11 agosto 2026, da cui 13.852 coppie di giornate consecutive.

La regola, dichiarata.Per ogni coppia di giornate consecutive si calcola la variazione percentuale dell’indice azionario e la variazione in punti percentuali del rendimento, e si misura la correlazione lineare fra le due. Non è l’unico modo di porre la domanda: si potrebbe lavorare su orizzonti più lunghi, su livelli invece che su variazioni, o su rendimenti reali. Con regole diverse i numeri cambiano.

Che cosa non è. Non è consulenza, non è una raccomandazione, non contiene previsioni e non contiene alcun rendimento di strategia. Una correlazione non è una relazione causale, e nessuna delle fonti aperte ne propone una.

Il conto, decennio per decennio

La colonna centrale è il numero di coppie di giornate su cui ciascuna correlazione è calcolata, ed è lì per una ragione: un coefficiente calcolato su duemilacinquecento osservazioni e uno calcolato su cento non hanno lo stesso peso, e la prima cosa da guardare in una tabella di correlazioni è quante osservazioni ci sono dietro.

PeriodoCoppie di giornateCorrelazione
1971-19792.213−0,2531
1980-19892.495−0,2197
1990-19992.501−0,1675
2000-20092.497+0,3124
2010-20192.497+0,4174
2020-20261.649+0,0148
Intera serie13.852+0,0479

Due cose vanno dette subito. La prima: il segno si inverte fra il decennio 1990-1999 e quello 2000-2009, e passa da −0,1675 a +0,3124. Non è una piccola variazione: è un cambio di direzione su cinquemila giornate complessive.

La seconda: il valore sull’intera serie, +0,0479, non descrive nessuno dei sei sottoperiodi. È la media di numeri che vanno da −0,25 a +0,42, e come tutte le medie di grandezze che cambiano segno non rappresenta niente. È l’esempio più chiaro, in questa sezione, di come una statistica calcolata sull’intera popolazione possa essere corretta e inutile insieme — ed è per questo che la riportiamo insieme alla scomposizione, non da sola.

Guardando le giornate invece della correlazione

C’è un secondo modo di porre la stessa domanda, che non richiede di sapere che cos’è una correlazione: dividere le giornate in tre gruppi a seconda di che cosa ha fatto il rendimento, e guardare la variazione media dell’indice azionario in ciascun gruppo.

Gruppo di giornateQuanteVariazione media dell’indice
Il rendimento a dieci anni sale6.218+0,1237 %
Il rendimento a dieci anni scende6.367−0,0304 %
Il rendimento a dieci anni resta invariato1.267+0,0752 %

Il risultato è l’opposto della frase da cui siamo partiti: sulle 6.218 giornate in cui il rendimento a dieci anni sale, l’indice azionario sale in media dello 0,1237 per cento; sulle 6.367 in cui scende, l’indice scende in media dello 0,0304 per cento. Sono medie su un’intera serie di cinquantacinque anni, quindi ereditano lo stesso problema della correlazione complessiva: mescolano decenni con relazioni di segno opposto. Ma servono a mostrare che il risultato non dipende dallo strumento statistico scelto.

Un terzo conteggio, utile per dimensionare tutto il resto: le giornate in cui il rendimento a dieci anni si muove di 15 punti base o più sono 576 su 13.852, cioè il 4,16 per cento. Nel novantasei per cento dei giorni la variazione del rendimento è più piccola di quindici centesimi di punto percentuale. La relazione che tutti discutono riguarda, per la maggior parte del tempo, movimenti minuscoli.

Il decennio in corso, spezzato in tre

Il valore di +0,0148 del decennio in corso è anch’esso una media che nasconde. Spezzandolo in tre sottoperiodi e ripetendo il conto anche con un secondo indice azionario, si ottiene questo.

PeriodoCoppie di giornateNasdaq CompositeS&P 500
2020-2021501+0,2660+0,3733
2022-2023498−0,1492−0,1386
2024 – agosto 2026650+0,0004−0,0371

I due indici danno lo stesso quadro: positivo nel 2020-2021, negativo nel 2022-2023, vicino a zero dal 2024. Che due indici diversi diano la stessa successione di segni è una controprova utile — non della relazione, ma del fatto che il calcolo non dipende dalla scelta dell’indice.

Un limite della fonte, dichiarato.La serie dell’S&P 500 distribuita da FRED comincia il 15 agosto 2016: sono dieci anni, non cinquantacinque. È lo stesso genere di restrizione che ha ridotto a tre anni la storia degli spread di credito nell’aprile 2026, descritta nella guida sui credit spread. Per questo la misurazione principale di questa pagina usa il Nasdaq Composite, che parte dal 5 febbraio 1971.

Un controllo: come si comporta una relazione forte

Un coefficiente di −0,17 o di +0,42 è molto o poco? La domanda ha senso solo con un termine di paragone, e ce n’è uno a portata di mano nello stesso archivio: l’indice VIX, che misura la volatilità implicita delle opzioni sull’S&P 500 e ha 9.249 osservazioni giornaliere dal 2 gennaio 1990. Applicando esattamente la stessa regola — variazioni fra giornate consecutive, correlazione lineare — si ottiene questo.

Il confronto serve a collocare i numeri della tabella per decennio: anche il valore più alto che abbiamo trovato, +0,4174 negli anni Duemiladieci, è ben lontano da ciò che una relazione stretta produce su questi stessi dati. Chi tratta la relazione fra tassi e azioni come un meccanismo sta descrivendo qualcosa che, misurato, si comporta come una tendenza debole e instabile.

Sullo stesso file si legge anche quanto sia raro un mercato agitato: le giornate con VIX pari o superiore a 30 sono 737 su 9.249, cioè il 7,97 per cento, e sono distribuite in modo molto disuguale — 113 negli anni Novanta, 367 negli anni Duemila, 107 nel decennio successivo e 150 dal 2020 in poi. Il massimo della serie è 82,69 il 16 marzo 2020, il minimo 9,14 il 3 novembre 2017. All’11 agosto 2026 il valore è 15,28.

Dove stanno i numeri oggi

GrandezzaValoreUltima osservazione
Rendimento del Treasury a dieci anni4,70 %11 agosto 2026
Rendimento del Treasury a due anni4,22 %11 agosto 2026
Nasdaq Composite26.588,4912 agosto 2026
S&P 5007.748,5012 agosto 2026
Indice VIX15,2811 agosto 2026

Le date non coincidono tutte, ed è normale: le serie hanno calendari di aggiornamento diversi e la differenza di un giorno fra un rendimento e un indice va scritta invece di appianata. Il rendimento a dieci anni al 4,70 per cento e quello a due anni al 4,22 danno una differenza di 0,48 punti percentuali, cioè una curva non invertita; il conto completo sulle inversioni sta nella guida sulla curva dei rendimenti.

Che cosa queste fonti non dicono

Come verificare da soli

  1. Scaricare le due serie: fred.stlouisfed.org/graph/fredgraph.csv?id=NASDAQCOM e id=DGS10.
  2. Tenere solo le date presenti in entrambe: devono essere 13.853 se i file sono aggiornati all’11 agosto 2026.
  3. Per ogni coppia di giornate consecutive, calcolare la variazione percentuale dell’indice e la differenza semplice del rendimento. Poi calcolare la correlazione fra le due colonne.
  4. Rifare il calcolo separatamente per ogni decennio. È il passaggio che produce il risultato di questa pagina: il segno cambia.
  5. Ripetere tutto con id=SP500e confrontare i sottoperiodi comuni. Se i segni coincidono, il risultato non dipende dall’indice scelto.

Fonti aperte per questa pagina

Registro delle modifiche

Domande frequenti

Quando salgono i tassi, le azioni scendono?

Sull'intera serie disponibile la relazione è quasi nulla, e cambia segno fra i decenni. Confrontando la variazione percentuale giornaliera del Nasdaq Composite con la variazione del rendimento del Treasury a dieci anni su 13.852 coppie di giornate consecutive fra il febbraio 1971 e l'agosto 2026, la correlazione complessiva è +0,0479. Ma è −0,2531 negli anni Settanta, −0,2197 negli Ottanta, −0,1675 nei Novanta, +0,3124 negli anni Duemila e +0,4174 nel decennio successivo.

Che cosa significa che la correlazione cambia segno?

Che nella stessa relazione, misurata allo stesso modo, il verso si è invertito. Nei primi tre decenni della serie, nelle giornate in cui il rendimento saliva l'indice tendeva a scendere; negli anni Duemila e Duemiladieci tendeva a salire. Non spieghiamo perché — nessuna delle fonti aperte contiene una spiegazione — ma il fatto che una regolarità di venticinque anni si sia rovesciata è il motivo principale per diffidare della frase «quando i tassi salgono le azioni scendono».

Qual è la correlazione oggi?

Nel decennio in corso, dal gennaio 2020 all'11 agosto 2026, vale +0,0148 su 1.649 giornate: praticamente nulla. Ma anche dentro questo periodo il segno si muove: nel biennio 2020-2021 vale +0,2660, nel 2022-2023 −0,1492 e dal 2024 all'agosto 2026 +0,0004. Un valore vicino a zero non significa che le due grandezze siano indipendenti: significa che, in quel periodo, i giorni concordi e quelli discordi si compensano.

Che cosa succede nelle giornate in cui i tassi salgono?

Su 13.852 coppie di giornate, in 6.218 il rendimento a dieci anni sale, e in quelle giornate la variazione media dell'indice azionario è +0,1237 per cento. In 6.367 giornate scende, e la variazione media dell'indice è −0,0304 per cento. In 1.267 giornate il rendimento resta invariato, e l'indice segna in media +0,0752 per cento. Il segno di queste medie è l'opposto di quello che la frase comune suggerisce.

Quante volte i rendimenti si muovono davvero tanto?

Poche. Le giornate in cui il rendimento del Treasury a dieci anni cambia di 15 punti base o più rispetto alla giornata precedente sono 576 su 13.852, cioè il 4,16 per cento. Nel restante 95,84 per cento dei giorni la variazione è più piccola di quindici centesimi di punto.

Il risultato cambia usando un altro indice azionario?

Le direzioni sì, il segno degli ultimi anni no. Ripetendo lo stesso calcolo con l'indice S&P 500 distribuito da FRED — che però comincia il 15 agosto 2016 e ha in comune con il rendimento solo 2.492 coppie di giornate — la correlazione complessiva è +0,1076, con +0,3733 nel 2020-2021, −0,1386 nel 2022-2023 e −0,0371 dal 2024. Il quadro è lo stesso: valori piccoli e segno instabile.

Perché la serie dell'S&P 500 è così corta?

Perché su FRED è disponibile solo per gli ultimi dieci anni: la prima osservazione al 13 agosto 2026 è del 15 agosto 2016. È lo stesso tipo di limite che riguarda gli spread di credito, la cui storia è stata ridotta a tre anni nell'aprile 2026. Per questo la misurazione principale di questa pagina usa il Nasdaq Composite, che su FRED parte dal 5 febbraio 1971.

Da questi numeri si ricava una regola operativa?

No, e non per prudenza. Una correlazione fra variazioni giornaliere non dice nulla sull'entità dei movimenti, non tiene conto dei costi, non è stabile nel tempo — è il risultato principale di questa pagina — e non è una relazione causale. Nessuna delle fonti aperte pubblica il rendimento di una strategia basata su questa relazione, e su questo sito non se ne pubblicano.

Questa pagina è scritta da una persona sola: non esiste una redazione né un comitato editoriale dietro Vextor Capital, e nessun revisore è indicato perché nessuno ha revisionato questo testo. Le correlazioni sono state calcolate sull’intero insieme delle giornate in cui entrambe le serie hanno un valore, con la regola dichiarata in testa alla pagina, e non su un sottoinsieme scelto dopo aver visto il risultato.

Articoli Correlati